Come va l’economia dell’Alto Lazio? L’ultima fotografia scattata dalla Camera di Commercio di Rieti e Viterbo presenta luci ed ombre, secondo previsioni. E comunque una immagine che non potrebbe offrire un quadro nitido e quindi attendibile, perché non è chiaro e neppure immaginabile lo scenario prossimo venturo a livello internazionale. Doverosa premessa che il presidente Domenico Merlani e il direttore generale Francesco Monzillo presentano prima della illustrazione del Rapporto per la Giornata dell’Economia 2026 con la panoramica sui dati socio-economici, la demografia delle imprese, l’occupazione, il mercato del lavoro, l’export, la dinamica dei vari settori. Nella Sala consiliare di via Fratelli Rosselli il 7 luglio mattina sono presenti tutte le massime autorità politiche, amministrative, militari e un gruppo di studenti. Oltre ai rappresentanti delle organizzazioni datoriali e sindacali. Come va e dove va, appunto, l’economia dell’Alto Lazio? Continua a funzionare l’export (+14,1%), specialmente nel segmento della ceramica con il polo di Civita Castellana. “Va bene il turismo – sottolinea Merlani – anche se ancora non abbiamo avuto i dati ufficiali dell’Istat. Siamo in grado tuttavia di prevedere un saldo positivo importante, ora dobbiamo il turismo in residenzialità”. Gli arrivi sono cresciuti del 41,3% rispetto al 24/25, le presenze del 25,5%. E’ preoccupante, invece, la situazione di stallo dei parametri riguardanti la crescita e lo sviluppo. Nella Tuscia la ricchezza pro capite arriva a 24.000 euro rispetto ai 39.000 del Lazio. “Un paradosso – dice Merlani – condizionato ovviamente dalla crescita di Roma”. Il pil è fermo anche se dovrebbe salire dello 0.5% a fine 2027. La disoccupazione in generale è al 7,7%, quella femminile al 6,5%. Quella giovanile maschile al 14,6%, quella femminile al 17,3%. “Dopo quattro anni positivi – precisa il direttore generale Monzillo – stiamo rientrando in un trend negativo che preoccupa”. “C’è poi la burocrazia – spiega il presidente – un nodo che soffoca e così la semplificazione tarda ad arrivare”. Il potere di acquisto attraversa una fase di stagnazione. Cresce il numero degli addetti all’agricoltura (+0,8%) e all’ospitalità (+1,7%), scende il numero di coloro che sono impegnati nell’industria (-1,8), nel commercio (-11,4%), nelle costruzioni (-2,4%). Continua ad invecchiare la popolazione che del resto è fenomeno pressoché speculare alla diminuzione delle nascite. Il rapporto tra la popolazione con almeno 65 anni e quella fino a 14, è salito da 222 a 254 tra il 2019 e il 2025, superando la media regionale e nazionale. Per quanto riguarda il settore economico/finanziario, scendono le sofferenze bancarie e crescono i risparmi delle aziende e delle famiglie. La Camera di Commercio ha dedicato un focus sulle società benefit, quelle che per statuto generano effetti positivi per persone, comunità, territorio e ambiente: in Italia sono più di cinquemila con circa 250.000 addetti e 79 miliardi di valore aggiunto. Nella provincia di Viterbo sono 13 con 234 addetti concentrati su realtà professionali, scientifiche e tecniche. Ancora poche, vero, ma che stanno comunque generando un trend promettente di crescita.
Giornata dell’Economia, nella Tuscia migliorano export, turismo e credito, il valore aggiunto pro capite ancora sotto la media
di Luciano Costantini
























