Santa Rosa: bivacco fuori controllo nelle piazze, immagine di una Viterbo indecorosa

Luciano Costantini

Santa Rosa vola, i facchini esaltano, ma la città perde ancora una volta l’occasione di alzare il proprio rating nella invidiabile hit parade Unesco che misura il livello del patrimonio storico e culturale di un sito che è sempre legato alla collettività di riferimento. Le ore immediatamente precedenti il trasporto di Gloria hanno offerto immagini non proprio esaltanti di una città che era e resta un gioiello del Medioevo ed un pezzo significativo di storia: vie, angoli, piazze lungo il percorso, diventati, con il trascorrere delle ore, punti di aggregazione per sit-in variamente e cromaticamente improvvisati. Bivacchi a cielo aperto, quasi esclusivamente giovani e giovanissimi. Asciugamani, coperte, accappatoi, tappeti, tovaglie più o meno variopinti per occupare lo spazio vitale in vista del passaggio della Macchina e intanto, per non annoiarsi, si levino pure cori sicuramente più adatti allo stadio Rocchi che a piazza delle Erbe. Distese improprie per quanto disordinate di pizzi e pezze sulle quali (perché no?) sbracarsi per approfittare di uno spicchio di sole. Qualche lattina di birra o di coca sparsa, sparsa qua e là, per lenire la sete e/o anche per tener fermo il multiforme e multicolore prato di coperte. Persino una specie di coprisole alla canadese alzato sotto palazzo dei Priori, a qualche metro dal bar Centrale. Vero, mancavano ombrellone e sdraio. Un autentico suk difficile da oltrepassare per chi avrebbe soltanto la necessità di raggiungere il lato opposto della strada o della piazza per andare a scoprire (che so?) palazzo dei Priori, la residenza Papale, il quartiere di San Pellegrino.
Sarebbe esercizio inutile eccedere nella descrizione della Viterbo pre-trasporto. Più facile invitare ad immaginare una piazza del Campo a Siena prima del Palio o una piazza Grande ad Arezzo prima della Giostra del Saracino. Viterbo ha offerto lo scenario opposto. Un biglietto da visita non esaltante per chi, ancora una volta, ha “invaso” pacificamente la città per scoprire la magia della Macchina, ma pure per tentare di intercettare pezzi di un patrimonio storico e artistico di assoluto prestigio. In molti punti strategici del centro ha scoperto invece scampoli di cromatico disordine. Non che sia un fenomeno esploso improvvisamente alla vigilia dell’ultimo passaggio di Gloria: è sbocciato – si fa per dire – negli anni ed è andato, via via, confermando un trend negativo per quanto devastante per l’immagine cittadina. Un parametro di cui l’Unesco terrà inevitabilmente conto. Eppure i recenti provvedimenti adottati dalla neonata Giunta comunale avevano fatto sperare in una inversione di tendenza: piazze liberate, fontane protette contro gli scalatori di circostanza, un senso di ritrovato ordine. Un flop o quasi. Che è civico prima ancora che politico. Se poi c’è anche chi, pur sedendo stabilmente nella casa comunale, ha pensato di bagnarsi i piedi in una pubblica fontana, be’ che c’è di male a stendere sul selciato un accappatoio e asciugarsi le estremità?

COMMENTA SU FACEBOOK

CONDIVIDI