Un pomeriggio di febbraio alla ricerca delle radici in un territorio magnifico: La Tuscia.
Così ha inizia il vagabondaggio in compagnia del Prof. Emiliano Macchioni, il Fotografo Enzo Trifolelli, Realino Dominici Poeta Contadino, Salvatore Fosci e chi scrive, una piccola componente della “Carovana Narrante” in trasferta nel paese di Bomarzo per incontrare Salvatore Fosci, noto al pubblico come il (ri) scopritore della “Piramide di Bomarzo”. Con un paziente lavoro Fosci è riuscito a riportare in vista questo splendido manufatto scavato nel peperino di cui ancora si conosce ben poco. Giorni fa ha ricevuto la visita Indiana Ghiones al secolo Jimmy Ghione inviato di Striscia la Notizia, a dimostrazione dell’interesse mediatico a largo spettro sul sito e sul territorio.
Salvatore Fosci, è (ri) tornato nella Tuscia dopo venti anni trascorsi a lavorare in Trentino, non potendo resistere dall’essere distante dalla propria terra, ha voluto riconnettersi con questi boschi e soprattutto con la sua storia personale, in un territorio bellissimo di cui conosce ogni anfratto che lascia ancora spazio al mistero.
Con la ripulitura di antichi sentieri usati dai pastori ha riportato in luce non solo la conoscenza del loro rapporto con la natura, una storia che altrimenti andava perduta per sempre, di cui ha recuperato i valori distintivi di una comunità , dove in primis conta la condivisione di ciò che si custodisce.
Caratteristiche che emergono in questo percorso in cui molto naturalmente il contadino sapiens come qualcuno lo ha definito, riesce a trasmettere questo ritrovato rapporto con la natura, con l’esposizione di un ambiente di cui conosce ogni dettaglio, ed è così che la sua narrazione diventa interpretazione del posto, Fosci non è semplicemente la nostra guida, ma il nostro novelliere, man mano che scendiamo nella valle sottostante, parla di un mondo abitato da animali di cui conosce la specie dai suoni e dai rumori , ci spiega cosa siano le “pestarole” usate per la produzione del vino, fornendo l’interpretazione di quei segni lasciati da chi è vissuto qui dal neolitico, al medioevo fino ai giorni nostri.
Un racconto forbito che cela i segreti rivelati dal padre pastore tra queste valli, che ha saputo consegnargli un sentire autentico che appartiene solo a coloro per cui la natura è stata il proprio anelito vitale.
Inoltrandoci nella valle siamo arrivati all’antica necropoli di di Santa Cecilia dove i resti di una chiesetta del dodicesimo secolo probabilmente dedicata al culto della santa, ci lascia a vedere ancora parte della sagoma dell’abside, emergono i ruderi di cimitero dove sono ancora visibili croci scolpite in rilievo e sepolture ricavate nella pietra a forma umana, qui è evidente la sovrapposizione di varie epoche storiche testimoniate anche da cippi funerari che Fosci ci fa scorgere addentrandosi nella vegetazione. Ritornando sui nostri passi scopriamo un’altra passione di questo uomo, intagliare il legno, arte che gli è affine, con un tratti netti e decisi riesce a tirare fuori figure di animali che lo circondano: gufi, falchetti, cinghiali, quel mondo che sente suo in ogni espressione e lo delinea come fosse una fotografia.
Alla fine di questa splendida esperienza si può affermare che Salvatore Fosci interpreta una storia che si rinnova ogni volta che la racconta. Perché quel suo mondo ogni giorno gli svela qualcosa.
Salvatore Fosci è autore del libro libro “I Misteri della Piramide di Bomarzo” scritto in collaborazione con Francesca Ceci e Luciano Proietti.
La Carovana Narrante sarà presente con evento incluso nel programma di Tuscia in Fiore a Bomarzo Domenica 17 Aprile alle ore 9.00 .
Info: Prof. Emiliano Macchioni cell 346 3622680




























