Restauro Bambinelli Monastero di Santa Rosa, conviviale del Rotary Club Viterbo

Rotary Club Viterbo e Golf Club Viterbo insieme per la prima conviviale della presidente Simona Tartaglia, fin da subito nel solco della sinergia e nel segno della solidarietà. Un primo sguardo verso il monastero di Santa Rosa, che sarà beneficiario della raccolta fondi, necessari al restauro di tre Bambinelli del Seicento, custoditi nel Santuario dedicato alla Patrona viterbese.

A testimonianza del forte legame con la città e le sue istituzioni erano presenti suor Francesca Pizzaia, superiora della Alcantarine che custodiscono il corpo di Rosa, insieme ad Eleonora Rava, per il Centro studi Santa Rosa, il magnifico rettore dell’Unitus, prof. Stefano Ubertini, ateneo che seguirà il restauro, e il sindaco Giovanni Maria Arena. Al tavolo di presidenza anche la president past, Claudia Testa, e la signora Arena.

La conviviale è stata allietata dalla musica originale di Marco Sensi, che ha eseguito al pianoforte le sue creazioni, accompagnato dall’ensemble diretta dal maestro Daniele Marcelli.

Grazie alla musica di Marco, definito dalla presidente un amico dei rotariani, si è creata la giusta atmosfera, merito di note che hanno trasportato i presenti nella vita di ciascuno, quasi fossero una vera colonna sonora della propria esistenza, e soprattutto di Marco Sensi, che l’ha composta dedicandola proprio alle persone e ai fatti più importanti del suo passato. Applausi infiniti fino alla concessione del bis, dedicato alla moglie con il brano “Per Vania”.

Dalle note alle parole, per un’emozionata presidente Tartaglia, che ha ricordato l’importanza di fare squadra e soprattutto sinergia, aprendosi agli altri per raggiungere obiettivi sempre più grandi e importanti. Tra questi il recupero di tre Bambinelli ritrovati nelle stanze del Santuario, come ha raccontato suor Francesca, durante l’allestimento della mostra “Natale in monastero”, che saranno restaurati dall’università, ormai partner fissa dopo i lavori sulle tavolette votive e i prossimi nella cappella. “Stasera ci avete scaldato il cuore – ha aggiunto – e grazie a voi possiamo realizzare un nuovo progetto. Sono fortunata a vivere in un luogo di grazia come il monastero di Santa Rosa, dove siamo solo in tre ma non ci sentiamo mai sole, circondate dall’affetto di tutti”.

Il progetto è stato spiegato da Eleonora Rava: “Si tratta di manufatti polimaterici, in paglia, cera e stoffa, risalenti alla seconda metà del Seicento, ben mantenuti ma bisognosi di pulizia e sistemazione, specie nella parte degli abiti. Sono importanti per la storia del convento, testimonianza della presenza di giovanissime, di 6/7 anni, provenienti da famiglie facoltose o nobili, che entravano per l’educazione o frutto di devozione di un gesuita”.

Approvazione anche dal sindaco Arena, che ha ringraziato a nome della città per aver scelto questa finalità e ha salutato la presidente: “Faccio gli auguri a Simona che ha iniziato con l’entusiasmo che la contraddistingue”.

“Un  onore per il nostro ateneo lavorare su questi manufatti – ha concluso il rettore Ubertini – che saranno restaurati da una nostra studentessa, supportata da una professoressa del corso di Restauro. Viterbo è ormai una città universitaria e sta subendo una forte accelerazione, la nostra forza è avere una bella città, con una qualità di vita elevata, grande attrattiva per gli studenti fuori sede”.

La serata si è conclusa con la raccolta fondi, che sarà ripetuta alla prossima conviviale, ultimo atto prima di avviare il restauro dei Bambinelli, che presto, grazie al Rotary Club Viterbo, saranno a disposizione della città, in bella mostra nel Monastero.

 

 

COMMENTA SU FACEBOOK

CONDIVIDI