Regione Lazio, al lavoro su arsenico a Viterbo e gestore unico Talete

LAZIO; REGIONE: AL LAVORO SU QUESTIONI ATO 1 – VITERBO E TALETE

CONVOCATA RIUNIONE, AL VIA TAVOLO ISTITUZIONALE SU ARSENICO A VITERBO

Si è svolta ieri pomeriggio, nella sede della Regione Lazio, una riunione, alla presenza del Vice Presidente Daniele Leodori e degli assessori regionali alla Transizione Ecologica, Roberta Lombardi, ai Lavori Pubblici, Tutela del Territorio e Mobilità, Mauro Alessandri, e del consigliere regionale Enrico Panunzi, per fare il punto della situazione sull’Ato 1 – Viterbo e sul gestore unico Talete.

Al centro del dibattito l’annosa questione della presenza dell’arsenico in questa area della regione, già oggetto di investimenti dal 2013 per creare impianti di dearsenificazione che hanno prodotto costi ordinari di esercizio per il loro funzionamento e una spesa corrente di circa 11 milioni di euro annui.

“La criticità di questa area è all’ attenzione della Regione Lazio da diversi anni e vista la gravità del problema, siamo intervenuti più volte con azioni mirate e già effettuate nel corso del 2015, del 2016 e anche del 2017. L’obiettivo ora è quello di continuare a lavorare in questa direzione, perché stiamo parlando di un problema di tutela ambientale e allo stesso tempo di salute pubblica. Credo sia necessario – ha sottolineato il Vice Presidente Leodori – individuare, per la parte settentrionale della Tuscia, una soluzione adeguata e definitiva, in tempi ragionevolmente brevi e senza creare particolari difficoltà tecniche sul territorio. E questo può avvenire solo attraverso la captazione e l’abduzione di nuove fonti prive di arsenico e la miscelazione delle acque. Nella parte meridionale della Tuscia, per gli elevati valori dell’arsenico, il quadro è più complesso e prevede progetti di più ampio respiro, quale la realizzazione dell’acquedotto dal Peschiera”.

“Quanto alla gestione corrente di Talete – ha concluso Leodori – la nostra intenzione è quella di aprire un tavolo tecnico permanente con la società. Senza dimenticare, però, che esiste una doppia responsabilità, quella della società viterbese di prendere in carico le reti idriche dei Comuni e quella degli stessi Comuni di conferire alla società il servizio. L’aspetto più problematico dunque è rappresentato da alcuni Comuni che non hanno affidato la gestione a Talete e hanno ancora valori di arsenico alti, situazione che ha determinato una procedura di infrazione europea con addebito successivo e attirato anche l’interesse da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri”.

“La questione arsenico, la relativa problematica della miscelazione delle acque per farne rientrare i livelli entro i limiti di legge e le criticità relative all’ATO 1 Lazio Nord, non possono più essere rinviate, i cittadini hanno atteso fin troppo. Per questo abbiamo deciso di richiedere l’istituzione di un tavolo tecnico che coinvolga tutti gli attori coinvolti: l’ATO 1 Lazio Nord, i sindaci, la società di gestione del Servizio idrico integrato, la Regione Lazio e il Ministero per la Transizione Ecologica”. Ha poi aggiunto Roberta Lombardi, assessora alla Transizione Ecologica e alla Trasformazione Digitale della Regione Lazio che continua: “Il tavolo si occuperà delle azioni da intraprendere per risolvere l’emergenza arsenico, vera e propria emergenza sanitaria e va risolta nell’immediato per tutelare la salute di tutti i cittadini della Tuscia. Tra gli altri temi al centro del gruppo di lavoro, il superamento dei potabilizzatori, il cui costo di gestione è, vale la pena ricordarlo, a totale carico degli utenti. Una spesa insostenibile per le famiglie del Viterbese, oltre che inaccettabile, che si trovano a pagarne le spese per il semplice fatto di vivere in una zona con concentrazione di arsenico e floruri oltre i limiti di legge. Come già ribadito più volte, il superamento dei dearsenificatori avverrà tramite l’attuazione della miscelazione delle acque, mediante l’approvvigionamento dall’acquedotto del Peschiera grazie ai fondi del PNRR, per la parte sud della provincia di Viterbo, ed altre soluzioni di adduzione e captazione per quanto riguarda la parte nord”, conclude Lombardi.

“Il compito della Regione Lazio – conclude l’Assessore Mauro Alessandri- è stato quello in questi anni di vigilare su una situazione che riguarda da vicino la vita e la salute dei cittadini della Tuscia. Sono certo che la creazione di questo nuovo tavolo tecnico ci permetterà in tempi rapidi di individuare soluzioni che daranno nel tempo i risultati sperati. Un grazie a tutta l’aula consiliare che ha saputo sempre  tenuto alta l’attenzione sul tema”.

 

23 luglio 2021

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