Quartieri dell’Arte, Vitorchiano fulcro di scambi transnazionali e cantieri teatrali

Il festival internazionale di teatro Quartieri dell’Arte si conferma come eccellenza dello spettacolo dal vivo e importante laboratorio culturale e formativo di livello europeo, dove è possibile assistere alla nascita di grandi cantieri creativi. Tra i comuni coinvolti c’è Vitorchiano, che anche quest’anno rinnova l’appoggio al festival, ospitando artisti di diverse nazionalità e promuovendo un network di confronti, scambi e dibattiti, mettendo a disposizione le strutture del luogo per favorire lo sviluppo di residenze artistiche transnazionali di qualità.

“Gli spettacoli di apertura di Quartieri dell’Arte nel nostro borgo – commenta il sindaco Ruggero Grassotti – hanno registrato il tutto esaurito e una grande risonanza sulla stampa nazionale e internazionale, dimostrando ancora una volta come il territorio viva con spirito partecipativo ed entusiasmo le iniziative proposte. Tutto questo anche grazie all’importante e consolidata sinergia con l’associazionismo locale: iniziative di qualità come Quartieri dell’Arte sono fondamentali per un paese come Vitorchiano che, in questo modo, si fa volano di una cultura alla ricerca di sentieri inesplorati o poco conosciuti, lavorando su tematiche innovative e inclusive. Senza dimenticare l’importante indotto economico e turistico-culturale derivante dall’ospitare manifestazioni di livello internazionale”.

Prossimo a Vitorchiano un entusiasmante progetto di scambio culturale che vede come protagonisti l’incontro artistico di giovani provenienti dallo stato africano del Benin e di giovani italiani che si intersecherà anche con le produzioni sviluppate nell’ambito di “EU Collective Plays!”, il progetto di drammaturgia collettiva e polivocale co-finanziato dal programma “Creative Europe” dell’Unione Europea.

Promotrice verso il festival di tale iniziativa è l’ambasciatore del Benin in Italia, Evelyn Togbe Olory, che colloca quest’ultima sotto il tema della speranza. Alla presenza di docenti professionisti, questo percorso di crescita si svilupperà in cinquanta giorni di laboratorio, dialogo artistico, incontri tra diverse identità e culture a dimostrazione di come il linguaggio universale dell’arte consenta, senza limiti di spazio e tempo, l’incontro tra i popoli.

Il primo appuntamento con tale esperimento artistico-culturale è sabato 29 settembre alle 21.00 nel Complesso di Sant’Agnese con “And So My Face Became My Scar”. Già acclamata il 26 agosto a Civita di Bagnoregio con la regia di Joele Anastasi, l’opera verrà messa in scena dal gruppo di registi Marco Lucchesi, Bienvenue Akoha, Riccardo Sinibaldi e Lorenzo d’Amico De Carvalho.

Dopo l’acclamato spettacolo “The Wedding”, scrittura attoriale collettiva realizzata a partire dall’opera “La domanda di matrimonio” di Anton Cechov, a Vitorchiano i giovani artisti provenienti dalle più prestigiose scuole europee di teatro, tra cui il Mozarteum di Salisburgo, il Westerdals di Oslo, il Taide Yliopisto di Helsinki e l’Accademia d’Arte Drammatica di Varsavia, si sono confrontati con il territorio e con diverse drammaturgie mediterranee per portare in scena il 18 e 19 settembre nel Complesso di Sant’Agnese i testi “Sogno (ma forse no)” di Luigi Pirandello, “Cecco del Caravaggio” di Gian Maria Cervo e Francesco Di Mauro e “The Contestant” di Rasim Erdem Avsar.

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