“Piccoli comuni e cammini d’Italia”, un viaggio di 15mila km che attraversa la Francigena

“In Italia si deve puntare sul turismo sostenibile – ha dichiarato il ministro Franceschini – non su quello ‘mordi e fuggi’. E’ già da tempo che si lavora al progetto di decongestionare le grandi città a favore dei piccoli centri” e questo, secondo il ministro, è possibile farlo promuovendo “un turismo alto, lento, colto” che valorizzi le migliaia di borghi e bellezze artistiche e architettoniche sparse per tutta l’Italia. Un obiettivo che si può raggiungere incentivando anche i Cammini perché, ha dichiarato il ministro Dario Franceschini nel corso della presentazione del Rapporto sui Piccoli Comuni e Camminid’Talia lo scorso 17 giugno, “c’è un reticolo di Cammini fantastico che tocca quasi tutte le regioni italiane” e che va potenziato perché è anche con il rilancio di questo settore turistico, “assolutamente in crescita”, che si può far ripartire l’economia. Quando si torna a percorrere un Cammino, sottolinea il ministro, “si ripopola l’intera zona, si riaprono le attività, riparte l’intero territorio”. Rilanciare i “Cammini d’Italia” è dunque un “grande progetto culturale, ma anche economico. E’ una grande opportunità”.

“E questi 44 itinerari non sono che l’inizio – spiega il presidente di Symbola Ermete Realacci –  sul territorio si sta lavorando per ampliarli e aggiungerne altri perché bisogna cogliere le potenzialità dei Cammini soprattutto in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo. Perché attraverso i Cammini si può rafforzare il ruolo e il presidio dei piccoli comuni sul territorio. Tradizione, cultura, bellezza, coesione, innovazione e creatività sono, infatti, le chiavi di un’economia più a misura d’uomo sulla quale anche il ‘Manifesto di Assisi’ ci invita a scommettere”. “Possiamo far ripartire il turismo e l’economia anche da qui – insiste Realacci – da questo tipo di turismo che sta crescendo in tutto il mondo”. “E noi – prosegue – possiamo competere in un mondo globalizzato se innoviamo senza indebolire la nostra identità, se l’Italia fa l’Italia”. “Mi chiedono se così avremo anche noi un nostro cammino di Santiago che è probabilmente il più famoso del mondo. E io rispondo ‘senz’altro’, anche se però quello di Santiago è lungo 800 Km, mentre la via Francigena in Italia è oltre 1000 km…”.

“Piccoli comuni e cammini d’Italia” è dunque un viaggio con 44 itinerari diversi che tocca fisicamente 1.435 comuni, di cui 944 piccoli, ma che consente di arrivare, da questi, a conoscerne molti altri. E’ un  percorso che dà l’opportunità di scoprire oltre 2.000 beni culturali e di degustare 179 produzioni DOP/IGP, l’86,6% delle quali si realizza nei piccoli comuni che sono, in tutto, 5.498 (con popolazione pari o inferiore ai 5.000 abitanti) per un totale di 7.914: cioè il 69,5% di tutti i comuni italiani.

I Cammini, si spiega durante la conferenza stampa, sono “un’occasione di promozione turistica e culturale e di sviluppo per le città d’arte di medie e grandi dimensioni, ma soprattutto per quelle realtà territoriali capaci di cogliere le opportunità della legge sui Piccoli Comuni (ormai conosciuta come “Legge Realacci”) che prevede misure e strumenti per rafforzare i servizi territoriali  e promuovere, in particolare, le produzioni artigianali ed enogastronomiche e il recupero, la riqualificazione e la messa in sicurezza dei centri storici”. Ma sono anche un viaggio nell’arte e nella storia d’Italia visto che in questi 44 itinerari si incontrano borghi, fortezze, castelli, abbazie, santuari e monasteri, oltre che boschi, foreste, laghi e zone umide. Ci sono percorsi come quello, ad esempio, in Abruzzo che consente di passare per oltre 40 comuni in provincia dell’Aquila e di Pescara o come quelli, dei vari tratti della via Francigena, che danno l’opportunità di immergersi nel territorio per provare a riviverlo con gli occhi dei pellegrini medievali. la Via Francigena è una delle tre protagoniste che attraversano la Tuscia lungo i territori di Acquapendente, Bagnoregio, Bolsena, Capranica, Grotte di Castro, Montefiascone, Monterosi, Nepi, San Lorenzo nuovo, Sutri, Vetralla e Viterbo. Gli altri due cammini che passano per la provincia di Viterbo sono la Via Romea Germanica (Bagnoregio, Capranica, Lubriano, Montefiascone, Monterosi, Nepi, Sutri, Vetralla e Viterbo) e la Via Amerina (Castel Sant’Elia, Civita Castellana, Corchiano, Fabrica di Roma, Gallese, Nepi, Orte e Vasanello).

 La Via Francigena misura 1044 chilometri e attraversa sette regioni: Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana e Lazio. Dei 145 interessati dal cammino, ben 81 sono piccoli comuni”. La Fondazione Symbola e l’Ifel promotori del Rapporto hanno inteso nello sviluppo dei 44 itinerari di rilanciare il turismo e l’economia dei 5.000 piccoli comuni la vera spina dorsale del Paese. Per la fetta che ci riguarda dobbiamo essere solo  pronti e bel lieti di accoglierli,

 

 

 

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