Peperino in Fiore, l’espressione creativa di una comunità unita

di Sara Grassotti

Tre giorni per ammirare un’esplosione di fiori colorati che si fondevano perfettamente con il grigio della pietra su cui si erge il bellissimo borgo sospeso, ma per chi vi è arrivato è bastato un colpo d’occhio per avvertire che quell’amalgama naturale tra pietra e natura, si presenta unica grazie alla coesione di una comunità in cui tutti si adoperano per produrre idee mai banali, sempre sollecitate da un filo logico, pensiamo al mulino che domina la piazza Roma quella che ti conduce dritta verso la porta che si apre sul borgo antico o “giù pe’ giù dentro” come lo chiamano i vitorchianesi in cui il medioevo ti appare nella sua incontaminata fattezza, con i vicoli, gli archetti, i profferli, le piazzette arricchite (non involgarite) con allestimenti ed esposizioni floreali realizzate da vivai, aziende e associazioni del territorio. La unicità dell’evento di Vitorchiano è proprio quella di essere l’epilogo di una rete coesa in cui tutti partecipano alla realizzazione della propria festa, del proprio evento, per questo nessun termine di paragone potrà calarglisi addosso. L’anima è la comunità in cui i giovani si sono composti nel valore di una tradizione, di un amore per il luogo trasmessa dai propri padri, dai propri nonni.

Non a caso un punto creativo del  programma di Peperino in Fiore è stata l’esposizione di elaborati degli alunni della Scuola Secondaria di 1° Grado Pio Fedi di Vitorchiano sul tema: Il mio paese lo vedo così.

Vitorchiano il paese delle feste, perché la festa è il punto d’incontro con chi magari oggi vive altrove e quelle radici non le ha mai spezzate. Le grandi tavolate dello street food  non sono state un mordi e fuggi, ma la possibilità per chi gradisce di sedersi, ritrovarsi, scambiare quattro chiacchiere anche con il turista che lì vi arrivava per la prima volta.
Peperino in Fiore,spettacoli, musica dal vivo, esposizione di abiti da parte dell’ Istituto Francesco Orioli di Viterbo – Corso Moda presso il Complesso di Sant’Agnese e stand con degustazioni di prodotti locali  hanno costituito l’aspetto del programma in cui tutto si rivela a corredo di una festa che grazie anche al primo assaggio estivo ha visto arrivare tante persone, sabato ne sono state contate circa 4 mila, poi arriveranno dall’organizzazione i numeri complessivi delle  presenze di una manifestazione  in cui il tuffo nell’incantevole architettura medievale circondati dalla freschezza dei profumi e dei colori dei fiori con il sole ridente ha regalato a chi c’era il piacere di aver vissuto un bel momento, serbando in cuor suo l’idea di ritornare. Un buon presupposto per l’’edizione 2020 a tutto tondo.

 

 

 

 

Foto cover Luciano Pasquini

Foto gallery: Donatella Agostini

 

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