Parco delle Cascate di Chia, inaugurato il primo colosso di 6 metri realizzato da Marco Zappa

I Colossi di Chia

Nell’assolato pomeriggio di giovedì 11 settembre, al Parco delle Cascate di Chia del Fosso Castello, a Soriano nel Cimino, è stata svelata la prima imponente statua di 6 metri che raffigura la ninfa Driope, realizzata dall’artista viterbese Marco Zappa in vetroresina. L’opera è il primo step del progetto “I Colossi di Chia” che prevede l’installazione di 30 sculture dislocate nelle diverse zone del parco, seguendo un iter letterario, filosofico ed esoterico ispirato al manierismo, richiamando lo stile dell’adiacente Parco dei Mostri di Bomarzo, concepito e commissionato nel Conquecento all’architetto Pirro Ligorio da Vicino Orsini. “Quest’opera è affine ai miei lavori pittorici, anzi direi che è un enorme dipinto in 3D… E come ogni forma d’arte, è per tutti e di tutti – ha commentato Marco Zappa -. L’idea infatti è quella di attrarre qui un numero sempre maggiore di persone e condurle alla scoperta dei significati simbolici delle opere”.

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Marco Zappa con Francesca Pandimiglio

Un progetto di valorizzazione dell’area sul filo conduttore di mito e natura, coltivato dall’Università Agraria di Chia in sinergia con la Cooperativa di Comunità Promo Chia, che si occupano della gestione del parco dal 2022, e supportata con slancio dal Comune di Soriano del Cimino. “Ho a cuore questo territorio perché sono originario di Chia e da ragazzo mi è capitato di giocare a pallone con Pier Paolo Pasolini, che tanto ha amato questi luoghi – ha dichiarato il sindaco Roberto Camilli -. Nella nostra zona non abbiamo giacimenti di petrolio, quindi il nostro oro nero può e deve essere il turismo. E il Parco Parco delle Cascate del Fosso Castello per Soriano sta diventanto un centro d’attrazione”.

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Gianluca Inverni, Roberto Camilli e Romolo Nicolai

Numerose le produzioni cinematografiche e televisive che hanno scelto il Parco di Chia come set. Il primo fu Pasolini, nel 1964, con la scena del battesimo ne Il Vangelo secondo Matteo, a cui tra gli altri sono seguiti: Monicelli con L’armata Brancaleone (1966), Dino Risi con Il profeta (1968), Sergio Citti con Casotto (1977), Eugen Neagu con il corto thriller Braccato (2023).

A dimostrazione che il luogo ha di per sé una sua vocazione artistica e che può naturalmente accogliere progetti come quello de “I Colossi di Chia”, orientato a impreziosirne la bellezza con l’innesto di opere d’arte contemporanea.

Presenti all’inaugurazione, davanti a un nutrito pubblico, anche il vicesindaco e assessore alla Cultura di Soriano nel Cimino Rachele Chiani, il presidente dell’Università Agraria di Chia Gianluca Inverni, il presidente di Promo Chia Romolo Nicolai e l’archeologa e docente di Storia dell’Arte Francesca Pandimiglio, che poco prima del taglio del nastro ha spiegato il mito di Driope, a cui Zappa ha dato forma: “Era la ninfa desiderata da Apollo che, trasformandosi in una tartaruga, riuscì a sedurla e da quell’unione nacque Anfisso, che poi fondò la città di Eta. L’opera che stiamo per svelare, con il dito che indica verso est, dove sorge il sole, stimola a riflettere di tener presente, oltre alla realtà, anche la nostra dimensione onirica”. (S.G.)

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