Parco del Treja: un altro anno dedicato con passione all’ambiente

gruccioni sulla parte di nidificazionei, Merops apiaster,

Bilancio di un anno  appena concluso, il 2016, da parte di Luciano Sestili, presidente del Parco Valle del Treja: “A fronte dei sempre più scarsi finanziamenti pubblici concessi per la gestione dell’area protetta e l’esigua dotazione organica disponibile per i ruoli tecnico/amministrativi, esprimo la mia soddisfazione per i risultati raggiunti, non ultimi l’ampliamento e la razionalizzazione degli spazi adibiti ad attività culturali presso la sede e il potenziamento dell’attività di vigilanza tramite un drone utile per il controllo e il monitoraggio ambientale”. Visite guidate, educazione ambientale, monitoraggi faunistici e didattica sono stati gli assi principali sui quali si è focalizzato quest’anno l’impegno dell’Ente.  Ma anche vigilanza ambientaleantibracconaggio, antincendio, attività non secondarie, sono state perseguite nell’arco dei dodici mesi appena trascorsi.
Più di 30 i Nulla Osta rilasciati nei termini di legge, decine le ore di attività didattica, oltre 500 gli studenti accompagnati in visite guidate, 5 le specie o gruppi di specie di interesse comunitario monitorate costantemente, decine gli eventi culturali ospitati, più di 100 i comunicati stampa e 5 i numeri di giornale pubblicati. Inoltre sono stati conclusi gli interventi finanziati con i fondi POR 2007/2013, le infrastrutture realizzate sono ora disponibili ampliando la possibilità di visita delle bellezze naturalistiche, storiche e archeologiche presenti nella valle. Particolarmente importante è stata l’apertura al pubblico dei locali del “Forno di corte”, presso i quali si possono ammirare gli affreschi recentemente restaurati con i fondi messi a disposizione dalla Regione Lazio. Non sono mancate occasioni di socialità e partecipazione, finalizzate alla crescita culturale e civile dell’intera comunità. Presso il palazzo baronale “Anguillara” di Calcata, sede degli uffici, sono stati organizzati corsi, incontri, convegni e mostre, confermando la vocazione culturale del borgo. A settembre il Parco ha aderito a un campo di volontariato organizzato dal Servizio Civile Internazionale. I volontari, giovani provenienti da tutto il mondo, coordinati da un gruppo spontaneo di cittadini, hanno collaborato nei lavori di manutenzione del Parco, soprattutto presso l’area delle Cascate di Monte Gelato. L’esperienza, per noi davvero positiva, sarà certamente da ripetere nei prossimi anni. L’attività del Parco si è estesa anche in ambito culturale. Sono state realizzate due guide sul territorio, una dedicata agli aspetti archeologici e l’altra alla conoscenza delle sue caratteristiche ambientali. Le sinergie sviluppate con il Museo Archeologico Virtuale di Narce (MAVNA) e con i comuni di Mazzano Romano e Calcata hanno permesso di valorizzare l’importante area archeologica presente nel territorio. Numerosi sono stati i gruppi di ogni provenienza che hanno visitato il Parco. Tra questi moltissimi i pellegrini che, in viaggio verso Roma lungo la Via Francigena, hanno sostato presso le Cascate di Monte Gelato. Purtroppo lungo le strade e i sentieri sono spesso presenti molti rifiuti, è questa una delle principali criticità del territorio; il Parco, pur non avendo le competenze e quindi le risorse per incidere significativamente sul fenomeno, cerca di porre rimedio rimuovendoli periodicamente. I mezzi a disposizione sono però insufficienti a causa dell’incuria di molte persone; speriamo in un miglioramento della situazione già dal prossimo anno, grazie a una maggiore sensibilità di abitanti e visitatori a una maggiore capacità di intervento.” Il bilancio conclusivo non può che essere positivo, anche visti i numerosi segnali di apprezzamento pervenuti ”- conclude Luciano Sestili. E come non dargli ragione …

Foto di Marco Branchi fotografo Parco Valle del Treja

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