Paolo Rossi in Alfred, Alfred al Mancinelli di Orvieto

Dopo il successo di critica e il riscontro del pubblico il genio comico di Paolo Rossi  e la maestria di Marco Angius arriveranno sabato 4 ottobre  al Teatro Mancinelli  di Orvieto. 

In scena il dittico ALFRED, ALFRED – GIANNI  SCHICCHI

Il tema della burla si  snoda e si articola nelle due opere in un’ambientazione originale che Rossi ha  voluto e condiviso sia con la direzione dello “Sperimentale” che con il  direttore Marco Angius, con cui ha lavorato in piena armonia. L’Orchestra  dello “Sperimentale” di Spoleto è stata messa a dura prova con una serrata  sequenza di prove necessarie per giungere al debutto in modo ineccepibile,  considerando anche che “Alfred, Alfred” di fatto prevede una sequenza continua  di brani solistici.

Il direttore Marco Angius, tra i più  affermati direttori della nuova generazione, con già alle spalle debutti alla  Scala di Milano e Maggio Musicale Fiorentino oltre a direzioni alla Biennale  Musica di Venezia, è soddisfatto il quale ha affermato che “Lo stile  prosciugato, la scrittura strumentale delle acrobazie vocali che si  contrappongono al mutismo comico del protagonista, il pullulare di  microorganismi sonori negli intarsi di un ensemble che comprende anche  strumenti a pizzico di stilizzata ascendenza settecentesca (arpa, chitarra,  clavicembalo e mandolino, spesso ricorrenti nella coeva serie dei Refrain per  gruppi da camera), rappresentano le cifre distintive della personale carica  minimalista di Donatoni.  Gli intermezzi, in cui compaiono queste figure quasi  felliniane, sono caratterizzati da effetti di parlato/intonato (Sprechgesang)  trasformati in fittizi duetti con strumenti/ personaggi che fanno talvolta il  verso a certi luoghi comuni dell’opera lirica italiana (Donatoni ha realizzato  l’edizione critica del Matrimonio Segreto di Domenico  Cimarosa).

Paolo Rossi,  in grande sintonia con Marco Angius e con Andrea Stanisci lo  scenografo, sottolinea anch’egli la linea drammaturgica in comune dei due compositori asserendo come proprio nell’ironia e nell’autoironia abbia trovato  la chiave “circolare” per rendere due pezzi separati un unicum: “Ho pensato  alle due opere in maniera circolare; per cui degli elementi di Alfred, Alfred  ritornano nel finale o in alcuni momenti della messa in scena di Gianni  Schicchi. È come se fosse un cerchio, del resto bisognava fare una operazione  di accorpamento fra le due opere che sono accomunate proprio dall’autoironia  in quella di Donatoni e dall’ironia in Puccini. Mi auguro che arrivi al  pubblico questa ironia. Se arriva in sala allora anche questa cosa, materia un  po’ oscura, ambigua, spesso di non facile ascolto per l’orecchio potrebbe  passare. Su Alfred, Alfed ho lavorato molto sull’aneddotica che io ho raccolto  da persone che hanno collaborato con il compositore per cui emergono dei  particolari come il cappello da cowboy o la pistola con la quale spesso  Donatoni dirigeva” ha così concluso Rossi.

I costumi sono firmati da Clelia De Angelis.

Tutti coinvolti i cantanti  vincitori del Concorso Europeo di Canto, a cui si sono aggiunti anche giovani  solisti umbri del Coro dello Sperimentale di Spoleto ed altri appositamente  selezionati in specifiche audizioni nei mesi scorsi. Andrea Tabili, Sergio  Vitale, Biagio Pizzuti, Rosaria Fabiana Angotti, Annalisa Ferrarini, Chiara  Margarito Chiara Tirotta, Katarzyna Otczyk, Edoardo Milletti, Marco Rencinai,  Giuseppe Distefano, Francesco Mingucci, Alessandro Fiocchetti, Eleonora  Pirondi, Sara Cresta, Massimiliano Mandozzi, Valentin Vatev, Tommaso Barea,  Nicola Di Filippo, Susanna Salustri, Giada Frasconi, Enrico Morri, Jacopo  Colella, Silvia Cafiero, Lucia Cittadoni, Benedetta Marconi, Ivano Granci,  Timothy Sarris e il piccolo Leonardo Alessi.

La presenza di mimi  – attori previsti dalla regia di Rossi ha reso possibile la selezione di  quattro giovani provenienti dalle scuole di teatro  dell’Umbria.

vedi locandina

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