Omaggio di Viterbo alla cittadina benemerita Marta Schirripa

Luciano Costantini

E’ il giorno dei fiori e delle emozioni a palazzo dei Priori. I primi sono offerti dal Consiglio comunale, Leonardo Michelini in testa, e costituiscono il tangibile omaggio di Viterbo (ma non solo). Le seconde emanano dagli occhi e dal volto di Marta Schirripa che ha appena ricevuto dalle mani del sindaco l’attestato di cittadina benemerita “per meriti scientifici riconosciuti a livello mondiale”. “Un’autentica figlia della città che si è fatta onore oltre le mura, una testimonianza tangibile che i giovani a volte ritornano e i giovani sono sempre una risorsa”, sottolinea Michelini. “E qui – spiega – abbiamo ancora luoghi dove si può costruire per il bene degli altri. Per questo, cara Marta, ti ringrazio come cittadino del mondo”. Marta Schirripa, nata a Viterbo, studentessa del Liceo Classico Buratti, si è laureata in medicina e chirurgia nel 2009 ed è specializzata in oncologia medica presso l’università di Pisa. Due anni or sono a Chicago ha ricevuto il prestigioso premio Merit Award della Conquer Cancer Foundation. E’ figlia di Giorgio Mauro Schirripa, neuropsichiatra dell’infanzia e cofondatore dell’associazione di volontariato Eta Beta, scomparso dodici anni fa. Alla cerimonia di consegna dell’attestato anche l’assessore ai Lavori pubblici Alvaro Ricci, il consigliere Paolo Simoni, il presidente del Consiglio Marco Ciorba. Proprio Simoni e Ciorba sono stati i primi a portare all’attenzione dell’amministrazione comunale i meriti di Marta Schirripa che, dopo Leonardo Bonucci, è il secondo figlio di Viterbo a fregiarsi del riconoscimento di cittadino benemerito. L’assessore Ricci ha soltanto il tempo e il modo di ricordare che Marta lui “l’ha conosciuta fin da bambina”. Poi preferisce passarle il microfono per evitare increspazioni della voce. Che lei però non riesce a reprimere: “Mi sento in difficoltà anche perché un premio come così forse non lo meritavo, comunque era inatteso e per questo più apprezzato. Viene dalla città in cui sono nata e cresciuta. Lo considero un punto di partenza, non di arrivo e ora mi sento più responsabile rispetto a tutto ciò che potremo fare qui a vantaggio di tutti”. Oltre non va, Marta, perché voce e parole stanno venendo meno di fronte agli applausi che si levano dalla Sala Consiliare.

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