Norchia, la Petra dell’Etruria: dagli etruschi ai cristiani

L’antica Orcla sorgeva in cima a un altopiano protetto da profonde gole, caratteristica comune agli altri centri etruschi. Alla conservazione delle rovine degli antichi insediamenti etruschi ha contribuito il limitato sviluppo della vita in queste zone durante il Medioevo, del quale restano, circondate da un paesaggio selvaggio e primitivo, i resti di una roccaforte del XII sec. e dell’antica chiesa di S. Pietro, entrambe distrutte nel 1435 dopo la disfatta dei prefetti Di Vico.

Da allora la natura si è riappropriata del territorio avvolgendo le rovine proprio come nei film di avventura. Sulle pareti scoscese si ergono, tra forre e dirupi selvaggi, nell’isolamento più completo, le affascinanti necropoli etrusche, che a differenza delle altre conservano decorazioni incredibili, come la Gorgona, la Sfinge, iscrizioni, colonne ed una spettacolare via Cava al momento non percorribile.

Ma l’area dove sorge il sito archeologico è anche un luogo di confine, il confine tra i comuni di Blera e Vetralla, e di misticismo: in questi luoghi sorge la chiesa e l’eremo di S. Vivenzio patrono e primo vescovo del paese di Blera. Ma è anche il luogo di antiche tradizioni che portano gli abitanti di Blera, due volte l’anno, a fare un pellegrinaggio proprio dove sorge l’eremo per poter rivendicare l’appartenenza dell’eremo e della chiesa , che si trovano nel comune di Vetralla, al loro territorio.

Il percorso parte proprio vicino all’eremo e percorrendo il ciglio di un pianoro ci porta a scoprire le tombe nella forra in basso. Scenderemo con delle scalette di legno proprio dalle tombe stesse per poi ammirarle, con i loro fregi da basso. Riscendendo nella valle ripercorriamo tutto il sito archeologico e il castello medioevale per poi risalire il pendio cosparso di tombe.
A rendere il tutto più esclusivo e a preservare il sito da visitatori distratti, è la natura che si è riappropriata del territorio avvolgendo le rovine proprio come nei film di avventura.

Suggestione, meraviglia, solennità e mistero ne fanno la necropoli rupestre più spettacolare d’Etruria e d’Italia. L’escursione vi porterà alla scoperta di parte di questo affascinante luogo.

Escursione a cura di Antico Presente

Guide
Sabrina Moscatelli Guida Turistica e Guida Ambientale Escursionistica iscritta nel registro nazionale A.I.G.A.E. e Giuseppe Di Filippo Guida Ambientale Escursionistica iscritta nel registro nazionale A.I.G.A.E.

Dati tecnici
Il percorso ad anello di difficoltà media, è lungo circa 7 km con un dislivello di 150 metri. Durata 4 ore circa. Si guada un torrente.

Appuntamento
domenica 28 giugno 2020 alle 9.30 in località Cinelli (VT) al Bar “Il gatto e la volpe”. Tra Vetralla e Monteromano, dalla strada statale 1bis Aurelia, girare per Cinelli e dopo circa 2 km, angolo strada San Vivenzio, sulla destra, si trova il punto d’incontro.

Equipaggiamento
Abbigliamento sportivo, pantaloni lunghi, scarpe da trekking, repellente per insetti, 2 lt di acqua. Utili i bastoncini. Se volete delle buste di plastica per proteggere le scarpe nel guado del torrente oppure un piccolo asciugamano.

Condizioni
Prenotazione obbligatoria alla quale si riceverà conferma sulla disponibilità e tutte le informazioni riguardo i DPI (dispositivi protezione individuale) e il rispetto delle regole di partecipazione per il COVID che dovrete compilare, stampare e poi firmare per conoscenza in nostra presenza.

Quota individuale
€ 10,00 comprensiva di polizza professionale RC con massimale di Euro 5.000.000 . I ragazzi fino a 16 anni non pagano mai la quota di partecipazione ma solo gli ingressi ove richiesti. Questa ecursione non include ingressi a pagamento.

Informazioni e prenotazioni
Sabrina 339.5718135,  info@anticopresente.it – www.anticopresente.it

COMMENTA SU FACEBOOK

CONDIVIDI