Nel centro di Viterbo si riattacca bottone

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In una Viterbo sconfortata dai tanti locali vuoti che saltano all’occhio passeggiando per le vie del magnifico centro storico, non può passare inosservato il rifiorire in locali di piccola superficie delle tradizionali mercerie che oltre ai prodotti classici e ai filati, offrono servizi di piccola sartoria con riparazioni e realizzazioni di maglieria e cucito, piccoli rammendi e ricami…

In alcuni casi vengono organizzati Corsi gratuiti per lavorazione fettuccia e uso dell’uncinetto: merceria classica, passamaneria, bottoni, tende, fili di tutti i colori, lampo, messa subito in opera, orli da accorciare, lettere da ricamare ed incidere. A Viterbo ha da poco aperto un nuovo negozio in Via Marconi, mentre laboratori di piccoli rammendi ci sono in via Teatro Nuovo, dove si allestiscono corsi di cucito, e in via Brenta, e quello di rammendo veloce all’interno del Centro Commerciale Ipercoop al Riello,  senza dimenticare  il negozio storico di Francesco in piazza delle Erbe. 

Deve esserci uno stile che accomuna coloro che nella loro vita si occupano o si sono occupati di bottoni, perché il mio pensiero corre subito ad un ugualmente distinto signore di Viterbo , proprietario di un’antica merceria in piazza delle Erbe, che è una delle persone più garbate che io conosca”. Chi parla è Giorgio Gallavotti presidente del Museo del Bottone, 200.000 visitatori con sede  in Sant’Arcangelo di Romagna, che però  vive a Viterbo.

I bottoni al museo:  Le nuove botteghe puntano sul servizio, sull’assortimento, e sul buon prezzo. In un tratto viario breve si è formato un quadrilatero decisivo: Officine che consentono il riuso di  capi di buona qualità che venivano eliminati per la impossibilità di una riparazione, di una rimessa a modello. Insomma la crisi sta riconsegnandoci la rivalutazione delle attività tradizionali,  in tale caso nel campo sartoriale e del cucito creativo.

Dopo più di un lustro  proprio in questo periodo a Viterbo chiude un piccolo mondo con  una insegna storica, Lane Franchi, nella centralissima Via Marconi, ci auspichiamo che le sue grandi vetrine lascino spazio a laboratori creativi, antiche officine, vecchi mestieri. E’ così che il centro storico si redime, e torna ad essere anima di una comunità che non gli  sfugge. Ci piacerebbe pensare che pure tutti i locali adibiti a ufficio sotto i portici della bella piazza del Plebiscito, facenti parte del patrimonio comunale, di cui si sta facendo censimento, possano divenire  vetrina di prodotti che celebrino il made in Tuscia.

 

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