Monte Landro: un Santuario etrusco a san Lorenzo Nuovo

di Francesca Pontani*

«L’essenza del mio essere è forse nei loro sguardi?» (J. J. Rousseau, Dialogues)

Una terrazza sacra sul lago di Bolsena
Il Monte Landro si erge sulla sponda nord occidentale del lago di Bolsena. Qui in una posizione panoramica mozzafiato è stata individuata un’area sacra che a partire almeno dal V secolo a.C. inizia ad essere più intensamente frequentata, forse per scopi rituali.

Un tempio con il relativo santuario ricco di originali, rari ed importanti reperti che lo rendono un luogo unico nel suo genere e proprio per questo sarebbe auspicabile una sua tutela e fruibilità gestita ufficialmente da professionisti del settore. E non invece lasciato alla mercé di chiunque giunga sul posto. Lasciato alla mercé degli agenti atmosferici che tutto distruggono (e ad oggi hanno già danneggiato irreparabilmente molte strutture).

Una terrazza sacra sul lago di Bolsena, raggiungibile attraverso sentieri nel bosco, con alberi secolari e bellissimi.

Hercle e Menerva
Qui sono stati rinvenuti alcuni oggetti che, per la loro natura particolare, potrebbero fornire qualche indizio circa le divinità titolari dei culti. Sono state raccolte infatti alcune clavette fittili (cat. 27) che sembrano inequivocabilmente evocare la presenza di Hercle. A questa classe potrebbero appartenere anche i tre pesi da telaio (cat. 24-26), il coltello (cat. 31) e la punta di lancia in ferro (cat. 32): i pesi da telaio potrebbero rimandare ad una divinità femminile, la lancia ad una divinità guerriera; quindi l’associazione degli oggetti che evocano la figura di Hercle, potrebbe suggerire un culto a Menerva, costante protettrice dell’eroe.

Storia degli studi

La prima notizia di rinvenimenti archeologici sul Monte Landro risale al 1883 in seguito ad un sopralluogo effettuato da Adolfo Cozza per la carta archeologica d’Italia. Nel 1991 vennero recuperati dal Gruppo Archeologico Velzna di Castel Giorgio i primi frammenti architettonici fittili, tra cui parte di una tegola di gronda dipinta e di una lastra di rivestimento decorata a rilievo, considerati indizio di un edificio di culto . Le prime indagini stratigrafiche sono avvenute nel 2011: per contrastare l’attività di scavo clandestina e per verificare la natura del deposito la Soprintendenza dell’Etruria Meridionale avviò una campagna di sondaggi archeologici seguiti da due successive campagne di scavo realizzate in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia.

____________________________________________________

[1] A. Maggiani, E. Pellegrini, Il santuario etrusco di Monte Landro (San Lorenzo Nuovo – Vt). Nuove ricerche, in “AnnMuseoFaina”, XX, pp. 485-502, p. 493.

[1] A. Maggiani, E. Pellegrini, Il santuario etrusco di Monte Landro (San Lorenzo Nuovo – Vt). Nuove ricerche, in “AnnMuseoFaina”, XX, pp. 485-502, p. 491.

[1] P. Tamburini, Un museo e il suo territorio. Il Museo territoriale del Lago di Bolsena 1, Bolsena 1998, p. 73, fig. 121.

Il tempio

Le indagini hanno permesso di individuare una struttura architettonica (forse un tempio) di forma rettangolare (8,60 x 11,60 m), un muro di terrazzamento che racchiude tutta l’area e quindi ne costituisce il temenos (29,90 x 47,65 m), una cisterna rettangolare posta nell’angolo nord occidentale nei pressi dell’ingresso e un pozzo (diametro 2,40 m), posto di fronte (e in asse) al lato meridionale del tempio.

 

Fra i materiali raccolti nel corso delle due campagne di scavo vi sono numerosi elementi che permettono di ricostruire parzialmente la decorazione architettonica dell’edificio, evidenziando almeno due distinte fasi decorative. Alla prima fase sembra appartenere anche un frammento di antefissa a testa femminile della quale si conservano il collo adorno di collana ed una porzione dei lunghi capelli sciolti ed ondulati. Le lastre di gronda erano invece decorate con palmette e fiori di loto dalla vivace policromia (cat. 9-11).

 

Ad una fase successiva dovrebbe invece appartenere l’antefissa a testa di satiro con leontè legata sotto il mento (cat. 2) (IV-III secolo a.C.). Alla stessa fase decorativa appartengono anche alcuni frammenti di antefissa a testa femminile con berretto frigio ed ampio nimbo decorato su due registri da elementi fitomorfi (cat. 3-5).

 

Sono stati rinvenuti anche oggetti legati al culto: alcune basi di statuine, due ciotole ed un kyathos miniaturistici che trovano riscontri fra i ritrovamenti dell’area sacra posta sulla sponda meridionale del lago[1] ed una figurina di devoto ammantato (cat. 28), che trova un confronto piuttosto puntuale in un esemplare da un deposito votivo del Pozzarello di Bolsena.

 

Fonte testo: Cinzia Rampazzo, Il santuario di Monte Landro, in G.M. Della Fina e E. Pellegrini (a cura di) Da Orvieto a Bolsena: un percorso tra Etruschi e Romani

https://www.academia.edu/3410665/Il_santuario_di_Monte_Landro_in_G._M._Dalla_Fina_E._Pellegrini_a_cura_di_Da_Orvieto_a_Bolsena_un_percorso_tra_Etruschi_e_romani_Pisa_2013_pp._269_277

 

Per approfondire:

Greta Minato, Il santuario etrusco di Monte Landro. La cisterna del tempio, tesi di laurea (http://dspace.unive.it/bitstream/handle/10579/4308/822786-1174237.pdf?sequence=2)

Per vedere le foto dei materiali fittili ritrovati:

http://www.etruriameridionale.beniculturali.it/index.php?it/276/san-lorenzo-nuovo

_____________________________________________

[1] I. Berlingò, V. D’Atri, Un’area sacra sul lago di Bolsena, in A. Comella, S. Mele, Depositi votivi e culti dell’Italia antica dall’età arcaica a quella tardo-repubblicana, Bari 2005, pp. 267-275, p. 272, IV, d.

Foto di Francesca Pontani

Prossimo appuntamento a Barbarano Romano il 10 ottobre

*Francesca Pontani – www.francescapontani.it – Archeologa del comitato scientifico del Museo Archeologico delle Necropoli Rupestri di Barbarano Romano. Egittologa, conoscitrice di lingue antiche come i geroglifici, la lingua sumerica e accadica, la lingua etrusca, lavora nel mondo del web. Nel blog e sul canale YouTube ArcheoTime sono visibili le sue camminate archeologiche on the road. Innamorata della comunicazione e della scrittura, guiderà i lettori di TusciaUP nella conoscenza del nostro territorio attraverso Tour di Archeologia in Tuscia.

COMMENTA SU FACEBOOK
CONDIVIDI