Monastero di San Vincenzo Martire, Priore Conventuale e comunità religiosa hanno ricordato il prof.Luigi Cavallari

Monastero di San Vincenzo Martire
Durante il periodo della scomparsa, il Padre Priore e tutta la Comunità dei monaci hanno pregato e accompagnato la Ministra con la preghiera monastica nel suo dolore e nel suo lutto.
La riflessione della Messa di sabato scorso , tenuta dal Priore Conventuale, è stata inoltre dedicata al suffragio del nostro caro e amato Prof. Luigi Cavallari.
Omelia per le esequie del Prof. Luigi Cavallari
Carissimi fratelli e sorelle,
dal 27 giugno avevamo tenuto accesa nei nostri cuori la «fiaccola della speranza», nulla si conosceva più del Prof. Luigi Cavallari, era scomparso. Per settimane egli è apparso invisibile ai nostri occhi, alla nostra vista e ai “radar” del mondo; ma mai è stato invisibile agli occhi di Dio, mai lontano dalla sua divina visione né dal suo sguardo benigno e misericordioso. Dopo oltre un mese di incessanti ricerche, il 4 agosto il suo corpo è stato ritrovato nelle profondità del lago di Vico, nei pressi del Lido dei Pioppi, poco distante dalla zona da cui era partito con la barca. Un ritrovamento avvenuto al termine di una complessa attività di ricerca coordinata dai Vigili del Fuoco, che ringraziamo.
Da parte nostra, come Chiesa e comunità di fede, si è levato in questo tempo un grido forte verso il Cielo. È lo stesso grido che abbiamo ascoltato nella Prima Lettura di oggi dal Profeta Abacuc: «Non sei tu fin da principio, Signore, il mio Dio, il mio Santo? Noi non moriremo!» (Ab 1,12)
Sì, fratelli, noi lo crediamo con forza: Luigi non è morto, si è addormentato nel Signore. Per il cristiano, la morte non è una fine rovinosa, ma un fine premuroso, cioè la meta e lo scopo supremo da raggiungere: la vita beata presso Cristo Gesù (autore, sostenitore e perfezionatore di ogni nostra esistenza). Come ci insegnano i Padri del deserto, la morte del giusto non è un precipitare nel nulla, ma un felice ritorno alla casa del Padre: «Per il credente», scriveva San Macario il Grande, «il momento del passaggio da questa vita non è tenebra, ma il risveglio dell’anima nell’abbraccio della Luce inaccessibile» (Omelie Spirituali, Omelia XXII, 3).
Ricordiamo con commozione che il nostro Carissimo Prof. Luigi aveva appena festeggiato, nello scorso mese di marzo, le nozze d’oro con la sua amata sposa, la. nostra Sorella nella fede la ministra Eugenia Roccella.
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Nella certezza che l’amore autentico non muore perché Dio è amore, ci stringiamo oggi con affetto a Eugenia e a tutta la famiglia.
Di fronte al mistero del dolore e all’apparente silenzio di Dio, il Profeta Abacuc ci ha dato voce chiedendo: «Tu dagli occhi così puri che non puoi vedere il male… perché taci mentre il malvagio ingoia chi è più giusto di lui?». Ma la Sacra Scrittura e la fede ci guidano a compiere un passaggio fondamentale: “dal blépo” (il semplice guardare fisico, umano e limitato) “all’oráo” (il vedere dentro, lo sguardo della fede). Con gli occhi della fede riconosciamo che tutto il bene compiuto da Luigi, le sue buone opere, la sua profonda dedizione al bene comune e l’amore donato al prossimo sono accreditati presso Dio a giustizia.
È questo il grande patrimonio e il testamento spirituale che Luigi ci lascia: “una testimonianza di vita sobria, discreta, silenziosa, eppure ricca di vitalità, di rettitudine e di amore per la ricerca e per la natura”. Il suo modo sereno di relazionarsi con tutti lo ha reso partecipe dello stesso disegno di grazia del Signore, che è dono d’amore per l’umanità intera.
Di fronte allo smarrimento, il Profeta ci indica la giusta postura dell’anima: «Mi metterò di sentinella, in piedi sulla fortezza, a spiare, per vedere che cosa mi dirà… È una visione che attesta un termine: se indugia, attendila, perché certo verrà e non tarderà» (Ab 2,1-3). E il Signore ci risponde rassicurando i nostri cuori doloranti.
I Padri monastici ci ricordano costantemente che la nostra speranza non è un’illusione, ma una solida àncora tesa verso l’eternità. San Gregorio di Nissa affermava in proposito: «Colui che ha promesso la risurrezione non è un uomo che possa mentire. Come dal seme apparentemente morto nella terra germoglia la spiga gloriosa, così questo nostro corpo mortale viene seminato nella debolezza per risorgere nella potenza e incorruttibilità del corpo glorioso di Cristo» (De resurrectione Domini / De hominis opificio, cap. XXVII).
Nel Vangelo (Mt 17,14-20), Gesù stesso ci ricorda che «se avrete fede pari a un granello di senape, direte a questo monte: “Spòstati da qui a là”, ed esso si sposterà, e nulla vi sarà impossibile»… Nulla è impossibile a Dio! Ce lo confermano le vicende che abbiamo attraversato e le difficoltà superate nel nome del Signore: Egli ci rende forti nella prova e incrollabili nella speranza. Chi agisce nel Suo nome partecipa della Sua opera; chi crede in Lui possiede già la vita eterna. I Padri della tradizione spirituale definivano la risurrezione finale come «l’alba dell’ottavo giorno, in cui non vi sarà più notte né pianto, ma solo la gioia senza fine della comunione con Dio» (cfr. San Basilio, Sul Santo Spirito, cap. 27; San Giovanni Cassiano, Conferenze ai monaci, Conferenza IX). E San Teofane il Recluso consolava così chi piangeva i propri cari: «Non guardare alla tomba con disperazione. Il tuo caro non si è perso: ha solo attraversato il velo prima di te. Ciò che è seminato nella terra del dolore fiorirà nei giardini dell’Eterno» (Lettere sulla vita spirituale, in Epistolario, Lettera sulla morte e la vita eterna).
Siamo profondamente grati al Signore per la bontà, la generosità, la mitezza e l’amabilità che Luigi ci ha trasmesse durante la sua vita terrena, mediante i suoi studi, la sua cultura e i suoi insegnamenti. Egli ci offre un modello limpido di vita cristiana, spesa nel rispetto e nel servizio.
Affidiamo ora l’anima del nostro fratello Luigi dalle mani misericordiose del Padre. La Vergine Maria, Madre della Speranza, conforti la sposa Eugenia, i familiari e tutti noi che lo abbiamo amato. Nell’attesa del giorno in cui ci ritroveremo tutti insieme nella luce della Risurrezione, a Cristo Signore, vincitore della morte, diamo onore e gloria per i secoli eterni.
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