Mercoledì delle Ceneri, niente Pranzo del Purgatorio. “Il Covid ferma per la seconda volta una tradizione secolare”

Mercoledì delle Ceneri, niente Pranzo della Fratellanza del Purgatorio .“Il Covid ferma  per la seconda volta una tradizione iniziata nel sedicesimo secolo”.

Un messaggio molto conciso affidato alla pagina sociale #pranzodelpurgatorio

“Vi avremmo aspettato come sempre e alle ore 13.00 avremmo iniziato:

‘chi c’è c’è, chi non c’è non c’è’

Invece dobbiamo aspettare

Anche quest’anno non potremo raccontarvi la nostra storia

ricordarvi le nostre radici e trasmettervi le consuete emozioni

ma ci auguriamo di tornare presto in mezzo a voi”.

 

Un po’ di storia la evochiamo noi:

La Fratellanza del Purgatorio di Gradoli (o Confraternita del Purgatorio) nasce, stando ai documenti d’archivio, intorno alla fine del XVII secolo come Opera Pia per il Suffragio delle Anime del Purgatorio. Successivamente diventa una Confraternita del Suffragio o Purgatorio e poi Fratellanza del Purgatorio. Ha la sua sede nella Collegiata di Santa Maria Maddalena, patrona di Gradoli. Il fine della Fratellanza è di suffragare le anime purganti, accompagnare i defunti, aiutare i fratelli in difficoltà e i poveri. Ha come abito un saio marrone con cordone chiaro e un cappuccio viola (in passato il saio e il cappuccio erano color cenere). Ha una connotazione rigorosamente maschile e una caratterizzazione socialmente trasversale al di fuori di distinzioni di classe, politiche e di estrazione sociale. Ha uno statuto entrato in uso nel 1925 quando la Confraternita è diventata Fratellanza del Purgatorio. Ha un logo costituito da due mani che si tengono in un ovale con le fiamme sullo sfondo. La Fratellanza ha un numero di soci illimitato; tra le sue attività vi è la partecipazione ai funerali dei fratelli e la partecipazione al “tradizionale pranzo del Purgatorio” (Statuto del 1925). Il Direttivo ha una struttura militare, ed è formato da un Capitano, da un Tenente e da un Sottotenente. Ci sono poi sei Consiglieri, un Segretario e un Esattore. In passato, dallo Statuto del 1925, risulta che l’unica discriminante alla partecipazione alla Fratellanza era la capacità di leggere e scrivere; gli analfabeti ne erano quindi esclusi. Oggi non esiste più come in passato una quota di iscrizione e alcune cariche sono state abolite (Bidello e Sacrestano); il Segretario è anche Esattore. Resta nella Fratellanza la finalità di aiuto dei fratelli in difficoltà. Riguardo alla questua, era uso di molte confraternite questuare nel periodo di Carnevale per raccogliere fondi per le Anime del Purgatorio. La stessa questua che la Fratellanza compie per le vie del paese viene fatta contemporaneamente nei poderi. In passato i cittadini offrivano prodotti in natura; oggi vengono anche accettate somme in denaro, che rimangono tuttavia secondarie.

Il Pranzo del Purgatorio

Si tratta di un vero e proprio pranzo, condiviso da quasi duemila persone, che ha nell’attesa (ma non solo) una delle sue caratteristiche principali. Così come l’anima nel Purgatorio deve aspettare prima di essere purificata per guadagnarsi il Paradiso, a Gradoli i commensali sono protagonisti di un’attesa ben più terrena e materiale per poter mangiare e partecipare a questo rito ultracentenario.

Infatti il pranzo arriva a durare svariate ore (comprensibile, dato l’elevato numero di presenti e la mole di cibo da preparare) e nella sua aderenza alla tradizione conserva le caratteristiche che richiamano la sua origine. Su tutte? Il menù è lo stesso da sempre e comprende pietanze con ingredienti tipici della zona, sia di terra sia di lago (quello di Bolsena è davvero a un passo).

Si inizia, dunque, con la locale minestra di riso con sugo di tinca (la cui ricetta è conosciuta solo dai cuochi che la preparano), per poi proseguire con luccio in umido, nasello fritto e baccalà lesso (600 chili di pesce per ognuna delle preparazioni!).

Il menù

Come contorno si può attingere dai 250 chili di fagioli del territorio (detti proprio “del Purgatorio”, piccoli e bianchi, simili ai cannellini per il gusto delicato). Tutte le pietanze sono cucinate con il fuoco di cinquanta quintali di legna accesa dai fratelli fuochisti alle tre del mattino dello stesso giorno. Una particolarità? I commensali devono portarsi da casa pane e vino, requisito essenziale per godersi il lungo pranzo cucinato e servito dai confratelli – tutti rigorosamente uomini – vestiti con il tradizionale saio marrone, mantella viola, cappuccio e tamburino.  la finalità del Pranzo del Purgatorio infatti è lodevole, in quanto tutto il ricavato raccolto sarà donato in beneficenza.

Ci ritroveremo in piena Fratellanza nel 2022.

Foto: Tuscia Fotografia – Maurizio Di Giovancarlo www.tusciafotografia.it

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