Max Aviation, l’eccellenza della manutenzione aerea è a Viterbo e forma i tecnici di domani

di Luciano Costantini

Alle 10 del mattino l’hangar della Max Aviation è un autentico forno. Il sole picchia violentemente sullo sconfinato mare d’erba, tra l’aeroporto militare e l’area adiacente che ospita due enormi padiglioni oltre a un piccolo edificio che fu sede e scuola di pilotaggio dell’Aeroclub Viterbo. Quasi un’istituzione. L’incontro con Massimo Testa avviene sotto l’ala di un velivolo della Polizia di Stato. Chi è Massimo Testa? Il proprietario, il gestore, il direttore, il capo meccanico della Max Aviation: sta armeggiando all’interno di un vano motore sotto lo sguardo interessato di tre ragazzi. Sono gli ultimi arrivati in questa azienda, tutta viterbese, che si occupa di manutenzione e certificazione aerea. In parole semplici, effettua revisioni e rilascia attestati di navigabilità per velivoli di dimensioni ridotte. “Il primo dei nostri clienti -sottolinea con giustificato orgoglio – è proprio la Polizia il che sta a dimostrare la qualità del servizio che offriamo”. “E questi tre giovani – puntualizza – ne sono una conferma. Arrivano dall’Itis, Leonardo da Vinci di Viterbo e diventeranno ottimi tecnici. Qui attualmente siamo in sette, ma non è escluso che il numero possa aumentare perché i clienti sono numerosi, qualificati e in crescita. Arrivano da tutta Italia e anche dell’estero. Vorrà pur dire qualcosa”. In effetti, la Max Aviation è una eccellenza tra le aziende del settore aeronautico. Lo dicono i numeri, lo confermano i nomi dei clienti, la sottolinea la tradizione. “Qui accanto – spiega Testa – neppure troppi anni addietro c’era un accreditatissimo aeroclub, tra i primi della penisola. Da esso sono usciti tecnici e piloti che in qualche caso hanno fatto anche la storia dell’aeronautica. Poi tutto è saltato per questioni tutte interne, più che tecniche”. Si dice che a volte il passato ritorna e il patron della Max  ora vorrebbe provare a riaprire la scuola di volo, affiancandola alle attività di manutenzione e certificazione. Per carità, nessun accostamento all’onirico aeroporto che nel tempo è servito soltanto a far volare illusioni, più o meno interessate. “Vorremmo – precisa – creare un sistema logistico formato da una scuola per brevetti aeronautici e una officina di manutenzione che potrebbe essere utilizzata su scala nazionale e che permetterebbe di potenziare il settore creando, di conseguenza, nuova occupazione. Abbiamo già avuto contatti con l’Enac, l’Ente Nazionale dell’Aviazione Civile, che ci ha invitato a presentare un progetto di fattibilità serio e concreto. Anche alcuni soggetti locali, tra i quali la Camera di Commercio, sembrerebbero interessati all’iniziativa. Vedremo”. Massimo Testa qualche idea già l’anticipa nel corso della chiacchierata: “Riaprire la sede dell’Aeroclub, creare un sito dove poter visionare vecchi monomotori ma ancora funzionanti, allestire magari un piccolo parco giochi per bambini con annesso punto di ristoro per i visitatori”. Si può fare. Ma intanto ci sono le nuove reclute dell’Itis che timidamente reclamano il “maestro” sotto l’ala del velivolo della Polizia. Perché il lavoro iniziato non si può fermare.

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