Marco Zanardi: racconto la Tuscia perché me ne sono innamorato

Marco Zanardi di professione guida turistica qualificata, in realtà molto di più, uno studioso grande conoscitore dell’arte. Una laurea con lode in Storia dell’Arte e Archeologia, conseguita nel 2011 presso l’Università Cattolica di Milano; a Viterbo ci arriva per caso nel 2010 per una esperienza di stage al Museo Civico che buon per noi gli apre le porte. Da lì nasce l’idea di curare e organizzare una mostra per far conosce al pubblico quelle opere d’arte sconosciute, una mostra che già dal nome la dice lunga “Viterbo che era, impronte di una città sparita”.

Quelle impronte hanno costituito un indizio e a Viterbo si è fermato e ci vive…
Sono venuto a Viterbo per vacanza. Durante l’estate tra la triennale e la specialistica ho cercato un’esperienza di stage in uno dei musei della città e l’unico che mi ha aperto le porte è stato il museo Civico. Lo stage si è trasformato in un vero e proprio lavoro di ricerca durato due anni, al termine del quale ho curato la mostra “Viterbo che era”. Nel frattempo ho iniziato scavi archeologici e ho trovato importanti sbocchi lavorativi come guida turistica e mi sono sempre di più innamorato della Tuscia.

I suoi tour sono coinvolgenti e appassionanti, cosa cattura l’attenzione del pubblico?
Cerco di raccontare un luogo non in maniera accademica, ma attraverso curiosità, aneddoti, facendo in qualche modo parlare le pietre, gli affreschi o i resti archeologici. Le persone non sono interessate a date, nomi o paroloni difficili, ma a portarsi a casa un ricordo, anzi, una vera e propria esperienza.

Si sono appena concluse le visite a Palazzo Chigi che hanno portato un boom di presenze. Se lo aspettava?
Sinceramente no. Prevedere l’afflusso di richieste è molto difficile, soprattutto di un evento senza precedenti.
Dopo 3 turni di visite in più rispetto a quelli pubblicizzati, ci sono ancora un centinaio di persone che aspettano di vedere Palazzo Chigi.

Anche l’apertura di palazzo delle Logge a Bagnaia ha avuto un buon risultato. Ci sono altri palazzi che si potrebbero aprire?
Certamente, sto lavorando per ricercare e organizzare eventi come questo per la prossima stagione.

Sarebbe fattibile un itinerario culturale programmato e ricorrente?
Sarebbe idilliaco. Il problema di fondo sta nel fatto che la maggior parte di questi palazzi sono abitati, come una qualsiasi altra casa privata. Una programmazione potrebbe essere fattibile solo se i proprietari accettassero di aprire casa loro in maniera continuativa.

Secondo il punto di vista della guida, perché il turista dovrebbe visitare la Tuscia?
Perché la Tuscia ha delle potenzialità incredibili che ancora sono sconosciute ai più. Archeologia, arte, folklore, giardini rinascimentali tra i più belli al mondo, ambienti naturali d’eccellenza come le terme, i monti Cimini, il mare. E non dimentichiamoci l’enogastronomia. Hai tutto in una piccola provincia, per tutti e per tutte le tasche.

Nei suoi gruppi la segue di più chi non s’intende di arte, o l’intenditore?
Forse 50 e 50. L’intenditore spesso va alla ricerca del particolare. Chi non è del settore rimane folgorato dalle opere d’arte della Tuscia, ci si avvicina, inizia a conoscerle e poi ritorna.

La popolazione di Viterbo in cosa dovrebbe correggersi per rendere la città migliore? M’indichi in ordine di successione…
Educazione: è vero che ci sono pochi cestini, ma questo non autorizza nessuno a trasformare le vie in una discarica di rifiuti.
Fare una bella passeggiata per le vie del centro storico senza per forza dover usare la macchina per fare 20 metri. Il centro storico va chiuso al traffico, come già hanno fatto tante città, con incremento di turismo, soddisfazione dei visitatori e tornaconto dei commercianti che possono guadagnare molto di più.
Imparare ad amare e conoscere di più la propria città.

Cos’è della Tuscia che attrae di più il turista?
La genuinità della vita ancora legata alle tradizioni locali, il fatto di non essere terra troppo turistica, l’eccezionalità delle esperienze che può offrire in termini culturali e culinari.

E quello che invece più piace a lei e l’ha convinta a rimanere?
Ho indirizzato la mia vita verso l’arte e l’archeologia. Qui c’è un concentrato di cultura a 360 gradi di cui Viterbo, secondo me, ancora non è pienamente consapevole. I luoghi che amo di più sono in assoluto Viterbo per gli aneddoti e le mille curiosità che offre, Villa Lante a Bagnaia perché è una vera e propria meraviglia naturale e architettonica e la necropoli di Tarquinia, con pitture che ancora resistono dopo 2500 anni. Da pelle d’oca!
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