L’Unitus a Torino per “Half Earth day

Il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università degli Studi di Torino (DBios), con l’Univerità di Bologna e della Tuscia e con il Global Mammal Assessment della Sapienza, ha organizzato una giornata dedicata alla conservazione della natura ispirata alle teorie del biologo Edward O.Wilson che avrà luogo lunedì 7 ottobre alle ore 16.30, presso l’Aula Magna del DBios, in via Accademia Albertina 17 a Torino. Il ruolo centrale della protezione delle Foreste L’Università della Tuscia, che ha patrocinato l’evento annuale sin dalla prima edizione, parteciperà quest’anno con gli studenti di laurea magistrale CRAF con un collegamento telematico durante il quale il professor Gianluca Piovesan terrà un intervento su sviluppo sostenibile, salvaguardia delle foreste vetuste e rewilding. La conservazione delle foreste vetuste, veri e propri scrigni di biodiversità (hot spot), coniugata con una politica ambientale di tutela degli ambiti di rewilding, ossia di quei territori divenuti negli ultimi decenni economicamente marginali e, quindi, interessati da processi di rinaturalizzazione degli ecosistemi (per boschi di neoformazione), rappresenta infatti la soluzione più efficace ed economica per contrastare la perdita di biodiversità e mitigare i cambiamenti climatici grazie alla capacità delle foreste indisturbate di accumulare grandi quantitativi di CO2. La crisi ambientale inconciliabile con uno sviluppo sostenibile L’impatto dell’uomo sta incidendo pesantemente sull’equilibrio della biosfera. A causa della continua distruzione di habitat, dell’inquinamento di aria, suolo e corsi d’acqua, del cambiamento climatico, dell’introduzione di specie invasive e dello sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, si sta verificando una significativa diminuzione di biodiversità. Half earth: un primo passo per lo sviluppo sostenibile. L’entomologo e conservazionista, nonché Premio Pultitzer, Edward O.Wilson, dopo una vita dedicata allo studio della sistematica delle formiche e dopo aver promosso l’idea rivoluzionaria della sociobiologia si è dedicato alla conservazione della natura. In questo senso ha recentemente lanciato l’idea e visione di “Half Earth” (Metà della Terra), titolo del suo omonimo libro. Alla base di questo approccio vi è il paradigma di una conservazione della natura intesa a promuovere uno sviluppo sostenibile centrato sulla protezione e il ripristino degli habitat naturali, in particolare delle foreste, come elementi cruciali per mitigare i cambiamenti globali e evitare che avvenga la sesta estinzione di massa. La complessità della natura è tale che è necessario mettere in pratica soluzioni coordinate di protezione delle foreste per garantire la persistenza di tutti i processi naturali, per assicurare la stabilità del Pianeta e la persistenza della biodiversità. Proteggendo il 50% del pianeta sarebbe probabilmente possibile salvaguardare l’80% della biodiversità mondiale (almeno 10 milioni di specie). Per questo gli studiosi e i biologi della conservazione stanno sempre più interagendo con i decisori politici e con i gestori degli ambienti naturali, prevedendo un processo di salvaguardia che contempli una messa in sicurezza tramite una rete di aree protette sufficientemente vaste da garantire un elevato grado di integrità e funzionalità ecosistemica. Di tutto questo si parlerà all’evento di Torino.

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