Luciana Romoli, staffetta partigiana della Resistenza romana, ha incontrato gli studenti del liceo Ulderico Midossi di Nepi

Luciana Romoli

Su proposta della sezione Anpi “Emilio Sugoni”, e di concerto con i docenti e gli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore Ulderico Midossi di Nepi, si è tenuto nell’Auditorium diocesano  Mons. Doebbing, venerdì 28 aprile 2023, l’incontro con Luciana Romoli, storica staffetta partigiana della Resistenza romana.

Luciana Romoli, classe 1930 (https://www.patriaindipendente.it/terza-pagina/librarsi/lantifascismo-le-rime-di-rodari-e-berlinguer-ed-e-luce/) insieme alla sorella Adriana, fu espulsa da tutte le scuole del Regno, perché si oppose, al maltrattamento e all’allontanamento di una compagna di classe perché ebrea, come previsto dalle leggi razziali del 1938, emanate dal governo fascista.

Questa bambina, Deborah Zarfati, fu catturata il 16 ottobre 1943, insieme a tutta la sua famiglia durante il rastrellamento degli ebrei nel ghetto di Roma ad opera dei nazisti e dei fascisti.

Lei e la sua famiglia, trovarono poi la morte nel campo di sterminio di Auschwitz nelle camere a gas.

Con questo racconto è iniziato l’incontro con gli studenti e le studentesse che poi ha riportato alla memoria tanti episodi della Resistenza romana, in cui Luciana, nome in codice Luce, prese parte giovanissima insieme alla sorella Adriana e a tutta la sua famiglia antifascista che per questo patì pesanti vessazioni e il carcere. Gli studenti hanno partecipato con grande attenzione e a tratti commozione ai tanti passaggi del racconto della partigiana Luce che a termine della Seconda guerra mondiale mantenne il suo impegno civile e morale di testimonianza in ambito sindacale e politico contro soprusi e discriminazioni e in favore di un trattamento paritario, più equo e giusto in particolare per le lavoratrici.

La bella narrazione della sua vita e del suo impegno civile è stato impreziosito da tanti aneddoti che hanno mantenuto viva e costante l’attenzione di tutti i convenuti.

Luciana ha poi raccontato anche del rapporto di lavoro e di amicizia con lo scrittore Gianni Rodari che a lei ha dedicato la filastrocca “ L’accento sulla a”; filastrocca nata proprio da un episodio raccontato all’interno del preziosissimo libriccino “ Luce storia di una partigiana” (https://www.peoplepub.it/pagina-prodotto/luce) che descrive gli episodi, molti di grande pericolo e coraggio di cui fu protagonista e testimone.

A conclusione dell’incontro, Luciana ha esortato i giovani a farsi anch’essi testimoni e custodi della Costituzione italiana, frutto buono, sano e bello della lotta al nazi-fascismo affinché essa non sia cambiata ma anzi sia sempre più attuata mettendo in guardia dai pericoli riposti nella riforma

dell’autonomia differenziata per le Regioni e nella proposta di riforma per l’elezione del Capo dello Stato ovvero il presidenzialismo. Ha poi letto l’articolo 11 della Costituzione e sottolineato come sia importante e urgente l’impegno per la pace per garantire un futuro giusto e dignitoso per i giovani e le future generazioni e l’intero pianeta.

Si è detta disponibile a nuovi incontri, e data la età, presso la sua casa romana, sempre aperta ai giovani. Invito subito raccolto con grande entusiasmo.

Sempre nel corso della mattinata, nella parte che ha preceduto l’intervento di Luciana Romoli, c’è stato il saluto di Franco Vita, sindaco di Nepi, l’intervento di Enrico Mezzetti presidente del Comitato provinciale Anpi di Viterbo, di Giocondo Gregori presidente della sezione Anpi “Emilio Sugoni”, della dottoressa Antonella Litta e del giovane Daniele Colonna presidente della sezione Anpi Studenti di Viterbo. In questa parte dopo gli interventi dei rappresentanti dell’Anpi i giovani hanno interagito con domande e riflessioni che hanno toccato i temi del diritto allo studio, il diritto al lavoro, della democrazia, della rappresentanza politica, della parità di genere, del diritto alla salute, della salvaguardia dell’ambiente, della pace e  del perché oggi è sempre più necessario impegnarsi per una politica intesa come servizio e che abbia come fine unico il bene e la dignità di tutti gli esseri umani. A questa proficua interazione è seguita l’emozionante lettura, da parte di studenti e docenti di alcune di brani dalla raccolta Lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana.

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