LO SCAFFALE/Robin Norwood: Guarire coi perché

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Molti avranno già sentito parlare di Robin Norwood, psicoterapeuta americana, autrice di bestseller, tra cui Donne che amano troppo, e ospite fissa di numerose trasmissioni televisive. Questo suo Guarire coi perché è un testo di oltre vent’anni fa, eppure mai tramontato.

Le tematiche che tratta riguardano sia uomini che donne, la famiglia, i rapporti interpersonali. Leggendolo si avranno tre tipi di reazioni: un rifiuto totale della visione di fondo dell’autrice, legata a una visione esoterica dell’esistenza; un’accoglienza entusiastica dettata da una piena condivisione di concetti spirituali quali il karma, le sfere energetiche, e la reincarnazione (aspetto non certo secondario); infine una terza via, ed è certamente la migliore, è quella di leggere questo libro tentando di coglierne alcuni aspetti, tralasciandone altri che ci sembrano lontani da noi e dalle nostre convinzioni. Insomma, pochi pregiudizi, ma senso di responsabilità, anche nella lettura.

Guarire coi perché racconta storie di sofferenza, perdite di familiari, incidenti vari, malattie come l’Aids, problemi con l’alcolismo. Sono soggetti perlopiù pazienti della Norwood (altre storie sono indirette), che hanno affrontato un percorso terapeutico e che alla fine hanno trovato la loro strada. I problemi della vita, anche se numerosi e insopportabili in certe fasi, diventano sempre occasioni di riscatto e di crescita spirituale.

Secondo la Norwood, il nostro karma è messo continuamente alla prova, e ogni stadio della vita è necessario in quanto iscritto nel nostro destino. Banalizzando un po’, a un evento infelice segue sempre nel tempo un evento felice che “illumina” la situazione precedente. Questo passaggio, frutto di una nuova maturità emotiva e spirituale, potrebbe però avvenire non in questa vita, ma in altre future, come ne abbiamo avute di passate.

Un piccolo consiglio ulteriore per leggere meglio questo libro: se alcune pagine le trovate un po’ noiose o dense di concetti estranei al vostro pensiero, prendetevi il diritto di saltarle e di andare avanti. Questo libro riserva comunque, tra citazioni e vari argomenti, qualcosa di prezioso.

Eliminando l’ansia che comporta il fatto di non conoscere l’esito, sparisce anche ogni motivazione. Noi paghiamo caro, in termini di disturbi emotivi, il fatto di non essere in grado di prevedere se una data situazione evolverà nel senso da noi sperato o in quello da noi temuto. Ma anche sapere in anticipo ha un prezzo: le nostre emozioni si appiattiscono via via che diventano irrilevanti l’entusiasmo della speranza, l’eccitazione dell’anticipazione e la tensione irresistibile del desiderio. Quando conosciamo in anticipo l’esito di una situazione difficile, scompare lo stimolo a raggiungere, a superare, a crescere. In effetti non si tratta nemmeno più di una sfida. È semplicemente un avvenimento da vivere.

Robin Norwood, Guarire coi perché, Feltrinelli, 2011, 7.50 euro

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