LO SCAFFALE/Anime di Vetro

anime di vetro

“Anime di vetro” l’ultimo libro di Maurizio  de Giovanni  è già un successo. Ambientato a Napoli, quella triste del dopoguerra, vede come protagonista ancora una volta il commissario  Ricciardi, lo stesso conosciuto dai lettori in altri sette romanzi di questo autore. De Giovanni, napoletano inguaribile, attraverso il poliziotto sui generis interpreta le molteplici sfaccettature della sua città.

Napoli è tutto e il contrario di tutto. E de Giovanni  ha una straordinaria capacità nel fare emergere ogni aspetto, anche quello più buio, dalle realtà urbane che fanno da sfondo ai suoi romanzi neri.

In “Anime di vetro” c’è il tema del gioco d’azzardo, drammatico nella Napoli  dell’epoca. Mandava in rovina famiglie  che il più delle volte erano già  economicamente disagiate. E poi l’amore  come quello raccontato nella canzone “Palomm e nott” (farfalle di notte)  dove si rievoca la storia del poeta Salvatore Di Giacomo, che scrive versi per  Elisa Avigliano, di 21 anni  più giovane. Un rapporto che dura 11 anni nonostante entrambi fingano di frequentare altre persone. La donna è vista come la fiamma di una candela: chi si avvicina rischia di scottarsi. Tre i sentimenti che si rincorrono: la rinuncia, la gelosia e il tradimento. Tutti ispirati da un’accurata ricerca fra le canzoni napoletane. È il racconto, a sfondo etico, di un periodo storico forte ( gli anni Trenta), in cui le persone avevano voglia di futuro, di riscatto. Mentre il commissario dagli occhi verdi si avventura in indagini improbabili e rischiose.

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