Lazio in zona rossa dal 15 marzo, ecco cosa cambia

Per conoscere tutte le misure adottate dal Governo per scongiurare la diffusione del COVID, in vigore dal 15 marzo, vi invitiamo a leggere le FAQ del Governo.

Con un valore Rt a 1.3 e un tasso di incidenza a 173 per 100 mila abitanti il Lazio entra dal 15 marzo nella fascia di restrizioni più rigide.Ma la Tuscia reagisce. “I numeri di questa provincia sono sotto controllo, debbono essere fatte le distinzioni di territorio.”
Superata la quota delle 220 mila vaccinazioni over 80 che rappresentano il 70% delle persone prenotate over 80. “Siamo la regione che ha vaccinato più anziani”, ha ribadito D’Amato. Partite le prenotazioni per i 75-74enni (nati 1946 e 1947) e dalla mezzanotte di lunedì per i 73-72enni (ovvero i nati nel 1948 e 1949).

Occorre ancora tenere duro, ma come ha dichiarato nei giorni scorsi il premier Draghi: «Grazie ai vaccini, la via d’uscita non è lontana»

Lazio zona rossa: regole, divieti

Per quanto riguarda gli spostamenti, fino al 27 marzo, in area rossa sono consentiti esclusivamente i seguenti spostamenti: per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità (anche verso un’altra Regione o Provincia autonoma); il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione; il rientro nelle seconde case ubicate dentro e fuori regione.
Nelle zone rosse, non sono consentiti gli spostamenti verso abitazioni private abitate diverse dalla propria, salvo che siano dovuti a motivi di lavoro, necessità o salute.

Parchi pubblici e aree verdi, invece, restano aperti: saranno chiusi solo per ordinanza del sindaco del comune di appartenenza o della regione Lazio Nicola Zingaretti. Si deve essere sempre in grado di dimostrare che lo spostamento rientra tra quelli consentiti, anche mediante autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e alle polizie locali.

Bar, ristoranti e negozi

E’ sempre vietato consumare cibi e bevande all’interno dei ristoranti e delle altre attività di ristorazione (compresi bar, pasticcerie, gelaterie etc.) e nelle loro adiacenze. Dalle 5.00 alle 22.00 è consentita la vendita con asporto di cibi e bevande, come segue: dalle 5.00 alle 18.00, senza restrizioni; dalle 18.00 alle 22.00, è vietata ai soggetti che svolgono come attività prevalente quella di bar senza cucina o commercio al dettaglio di bevande.

La consegna a domicilio è consentita senza limiti di orario, ma deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti.

Sono sospese le attività di commercio al dettaglio, fatta eccezione per la vendita di generi alimentari e di prima necessità. La vendita dei beni consentiti può avvenire sia negli esercizi “di vicinato” (piccoli negozi) sia nelle medie e grandi strutture di vendita, anche all’interno dei centri commerciali, purché sia consentito l’accesso esclusivamente agli esercizi o alle parti degli esercizi che vendono i beni consentiti.

Restano ferme le chiusure previste per i centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi. Sono chiusi i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari. Restano aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie e le parafarmacie.

 

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