La vendemmia

Di Maria Teresa Muratore

vendemmia-copia

 La vendemmia.

 

U come uva.

Una bella tessera bianca formato A4 con al centro un bel grappolo d’uva viola e le quattro u maiuscole minuscole stampatello e corsivo faceva bella mostra di sé su una parete bianca dell’aula

insieme alle a, le e, le i e le o; la i era simbolizzata dall’imbuto, la o dall’oca, la a dall’ape, la e dall’erba, forse.

In prima elementare.

Poi l’uva illustrata e studiata nelle sue parti.

Il grappolo

L’acino

Il raspo

I pampini

I cirri

I tralci

La vite.

Ogni parte schematizzata ed esplicata a dare il tutto: il frutto, le foglie, la pianta.

Ma quanto siete sensuali grappoli adagiati sui fili orizzontali della vigna, coricati e intrecciati, aggrovigliati, cresciuti in un intimo tenace legame con le foglie e i tralci, o miracolosamente verticali attaccati al peduncolo che vi tiene contro ogni legge di gravità pendenti nel vuoto senza rompersi, voi così pesanti, senza farvi cadere.

Vi cerco con la mano sotto le foglie che vi hanno fatto ombra e che si sono anche loro intrecciate con voi mentre nascondevano ai becchi dei ghiotti uccelli la vostra polpa zuccherina.

Le mie mani sono ormai tutte appiccicose mentre vi raccolgo e non resisto ad assaporare la vostra dolcezza, ad assaggiare un chicco per grappolo, mi lascio andare a godere di questa commistione profonda di sole, gusto e sensualità.

Uva, elegante e succulenta, con i tuoi chicchi d’oro o blu notte velluto, tra le foglie verdi attraversate dal sole con un incipiente ruggine autunnale, matura ti offri a chi vuole godere di te.

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