La scomparsa di Severo Bruno, il Partito Democartico: “Ora ci mancherà ancora di più”

Con la scomparsa di Severo Bruno se ne va una persona appassionata e gentile, un professionista stimato e apprezzato per le sue alte competenze e la sua straordinaria umanità. Uomo colto e aperto al confronto ha dedicato anni intensi della sua vita all’impegno politico e alla nostra città.

Per le elezioni comunali di Viterbo, nel 2004, si rese disponibile alla richiesta di essere il candidato Sindaco per l’alleanza di centrosinistra. Non furono però i partiti ad avanzare per primi il suo nome, ma un folto gruppo di soggetti dell’associazionismo cittadino che si resero protagonisti e sollecitarono le forze politiche ad ascoltare quel patrimonio ricco di storie, culture ed esperienze che animavano la comunità viterbese. E Severo Bruno interpretò proprio questo incontro tra forme organizzate della società civile e partiti, riuscendo a costruire una sintesi efficace sulla quale tantissime persone si sentirono mobilitate.

Emerse con chiarezza in quel frangente la forza della sua cultura, e della sua cultura politica, che gli consentiva di parlare del futuro di Viterbo con una visione che si allargava all’Italia e all’Europa. E’ stato un sincero cattolico democratico con la passione per la politica intesa e vissuta come servizio. Da parte sua non è mai mancato il richiamo ad includere le diversità e ad unire le forze come condizioni necessarie per incidere nella realtà.

Ricordiamo come, in occasione di quella campagna elettorale, lui scelse il colore arancione. Non fu semplicemente un segno di comunicazione e di marketing. Fu un richiamo esplicito ai tanti movimenti che in quella fase prendevano forma in diverse aree del mondo per rivendicare democrazia, pace, libertà, diritti e protagonismo dei cittadini.

Quelle elezioni non le vincemmo, però fu come piantare un seme prezioso che infatti germogliò. A tal punto che l’anno successivo, nel 2005, il centrosinistra vinse le elezioni regionali nel Lazio e le elezioni per la Provincia di Viterbo. E quelle vittorie aprirono un nuovo ciclo politico e amministrativo importante nei nostri territori. Successivamente, nel 2006, Romano Prodi tornò a Palazzo Chigi.

Tutta quella stagione produsse, nel 2007, la nascita del Partito democratico del quale Severo Bruno fu uno dei fondatori nella nostra città e nella nostra provincia.

Era sempre interessante parlare con lui. Aveva la curiosità di conoscere, l’umiltà di ascoltare, la determinazione nell’esprimere le proprie convinzioni e le proprie critiche. Il suo discorrere non era mai banale perché più lo ascoltavi e più comprendevi che le sue conoscenze erano vastissime, anche se non ha mai guardato nessuno dall’alto in basso.

Severo Bruno ci è mancato in tutto questo tempo in cui le condizioni di salute non gli hanno consentito di frequentarci. Ora ci mancherà ancora di più.

Giungano ai figli e alla sua famiglia le nostre più sincere condoglianze e i sentimenti del nostro più sentito cordoglio.

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