La ex chiesa di Sant’Orsola ritorna al suo antico splendore grazie al Pnrr e con il cantiere didattico di Unitus Restauro

Di Bianca Lasci

Altare centrale Sant'Orsola Viterbo

Esattamente due anni or sono nel novembre del 2023 sono partiti i lavori di riqualificazione della ex chiesa di Sant’Orsola, nel quartiere medievale di San Pellegrino, in via San Pietro. Grazie ai fondi del Pnrr, circa 706mila euro, la struttura  si presta ad essere destinata ad  auditorium per spettacoli musicali e convegni.

Ad annunciarlo allora e ad illustrare come la ex chiesa si sarebbe rifatta il look era stato l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Viterbo Stefano Floris che dichiarò: «L’intervento consiste nel rifacimento completo delle coperture – e nel consolidamento strutturale di volte e murature. ».

I lavori in questi due anni sono andati avanti, questo gioiello del patrimonio storico viterbese, sta ritornando al suo antico splendore. In una mattinata uggiosa dopo le feste di inizio anno, passeggiando in un quartiere totalmente silenzioso curiosando dalla porta socchiusa abbiamo potuto vedere la meraviglia dell’altare centrale e la sua prospettiva dalla fessura della porta d’ingresso, una prospettiva incredibile di spazio e di colori. All’esterno sulla facciata in alto in protezione di sicurezza stavano perfezionando le cornici gli studenti del cantiere didattico della nostra Università della Tuscia, altro vero gioiello del nostro territorio, ricco di un patrimonio storico lasciato in decadenza, da salvaguardare,  con l’Università si potrebbe  collaborare ad un progetto di recupero dei nostri beni culturali, con l’attivazione dei cantieri didattici, riportando sulla Viterbo Universitaria il vessillo di una Facoltà  in Conservazione e restauro dei beni culturali, che al territorio risponde per vocazione naturale.

 

Cenni storici

L’Ex chiesa di Sant’Orsola è una chiesa confraternale nel centro storico della città di Viterbo, ubicata nel Quartiere medievale di San Pellegrino.
Come istituzione religiosa ha assunto un ruolo fondamentale nel panorama cittadino viterbese, in particolare nel tredicesimo secolo, periodo in cui Viterbo era sede papale: trovandosi sul tracciato urbano della cosiddetta Strada Romana, diverticolo
della Via Cassia, era una delle tappe di pellegrinaggio dei fedeli che da Roma giungevano al Duomo di San Lorenzo in visita al Pontefice. Grazie dunque alla sua posizione strategica, fu annoverata tra le dodici collegiate più importanti della città.
Tuttavia, nel 1465, viene tracciata Via Cavour, subentrando al primitivo percorso di pellegrinaggio (ora più distante dalla chiesa) e successivamente, a causa degli ingenti debiti accumulati dalla Confraternita che vi risiedeva (quella di Sant’Orsola), l’illustre
passato lascia il posto ad un lento e inesorabile declino dell’istituzione religiosa, fino alla chiusura al culto nel 1927: da più di un secolo difatti la chiesa è dismessa come edificio sacro, malamente  utilizzata per molto tempo e da diversi anni in stato di abbandono.

Gli usi impropri e l’inagibilità
Nel 1932, le spese per i restauri più urgenti vengono sostenute dal parroco di San Leonardo, don Alceste Grandori, non avendo mai ottenuto i finanziamenti annuali che la Congregazione di Carità erogava per il culto delle confraternite. Nel 1942 la chiesa, assieme
al suo corredo, appartengono alla parrocchia di Santa Maria Nuova. Tra il 1969 e il 1970 vengono effettuati dei lavori al secondo  il frazionamento dell’immobile, interrompendo così la scala che portava ai piani superiori dell’ex residenza. Successivamente la chiesa è abbandonata e subisce usi impropri: falegnameria, magazzino
comunale, autorimessa. Nel 1997 diviene sede dell’Associazione culturale il Frisigello, che si occupa di alcuni lavori di museo della Macchina di Santa Rosa. Nel 2007 l’Amministrazione
Comunale dichiara il fabbricato inagibile e l’associazione viene conseguentemente allontanata. Nel 2014 la chiesa subisce il furto di due pregiate icone sacre poste al di sopra degli altari laterali, mai più rinvenute. Ad oggi compare tra i principali beni di proprietà
comunale inutilizzati, chiusa al pubblico e in condizioni di forte degrado.

Cenni storici di Elisabeth Avanzato per la Biblioteca Consorziale di Viterbo

Vista tridimensionale della proposta di progetto durante lo svolgimento
di un concerto da camera
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