Il soprano Salazar chiude a Vetralla l’Estate Lirica

di Vincenzo Ceniti

Dalla casa parigina di Violetta alla reggia di Pechino, passando per Mantova, Roma, e Nagasaki, con una puntatina a Napoli.  E’ il viaggio virtuale nel mondo della lirica nel sorprendente scenario del “Giardino Segreto” di Vetralla, compiuto domenica scorsa da OperaExtravaganza a  conclusione della stagione musicale estiva 2022 e della Masterclass internazionale guidata dal soprano Ines Salazar, originaria di Caracas ed una delle migliori interpreti di Tosca degli ultimi decenni. Memorabile la sua performance al Costanzi di Roma del Duemila, diretta da Placido Domingo per la regia di Franco Zeffirelli, con Luciano Pavarotti e Juan  Pons.

Sul palco dell’originale teatro all’aperto a ridosso delle antiche pietre del centro storico di Vetralla – che rievoca le movenze di strutture romane – un  team di cantanti di varie parti del mondo  accompagnati da artisti già collaudati, amici della Salazar, hanno animato un gradevole concerto lirico dal titolo intrigante “Scene d’Opera”, presentato con essenziali commenti dei rispettivi libretti dalla padrona di casa Susanna Ohtonen  che gestisce il sito insieme a  Rudolph Hupperts.

”Quest’anno – ha ricordato la Salazar – abbiamo avuto la possibilità di curare la tecnica degli allievi con maggiore disponibilità di tempo, data anche la ridotta partecipazione dovuta al  Covid”. Per gli organizzatori (e non solo), la lirica italiana, riconosciuta patrimonio Unesco, è una delle  eccellenze del made in Italy che va promossa con iniziative come queste, anche per il supporto di molti appassionati.

Inizio  brillante con il brindisi della Traviata in un contesto scenografico essenziale e ben curato. Notevoli, nel secondo atto di Rigoletto, il soprano Martina Paciotti che ha affrontato con padronanza le insidie di “Tutte le feste al tempio” e del baritono Sinwoo Kim la cui voce robusta ha risolto con apprezzate coloriture le difficili cadenze di “Cortigiani, vil razza danna” e  di “Sì vendetta, tremenda vendetta” in coppia con la stessa Paciotti.  Convinti applausi al soprano Youn Im che è passata con sorprendente disinvoltura dal “Vissi d’arte” di Tosca a “Un bel dì vedremo”  di Madama Butterfly.

Al “collaudato” Delfo Paone sono andati i “pezzi” forti di Cavaradossi “E lucean le stelle” e di Calaf “Nessun dorma”. Bene il tenore Luca Vissani in alcune romanze di Denza e Tosti. Una di queste è stata ritardata di qualche secondo per il gradito din don,  nel silenzio della notte, delle campane del Duomo a pochi metri in linea d’aria che annunciavano il vespro. Gradevoli le voci di Ji Hye  Kim (Violetta di Traviata, Valzer di Musetta e Manon) e di Jaecheol Moon nel Duca di Mantova di Rigoletto e in Alfredo di Traviata. Al pianoforte  i maestri Andrea Bosso e Davide Dellisanti. I cantanti hanno indossato costumi di scena forniti da  OperaExtravaganza

Gran finale di “Tutti”, compresa Ines Salazar, in “Funiculì funiculà” e in “O sole mio”. Al termine, mega spaghettata fuori scena preparata da Rudolph nel giardino adiacente al teatro.

L’Autore

Console di Viterbo del Touring Club Italiano. Direttore per oltre trent’anni dell’Ente Provinciale per il Turismo di Viterbo (poi Apt). È autore di varie monografie sul turismo e di articoli per riviste e quotidiani. Collabora con organismi e associazioni per iniziative promo-culturali. Un grande conoscitore della Tuscia.

 

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