Il Laboratorio di Fisica del Liceo Scientifico “P. Ruffini” di Viterbo pubblicato sul Giornale di Fisica, un importante riconoscimento per un progetto di innovazione didattica.
La pubblicazione sul Giornale di Fisica- VOL. LXVII, N. 2 – Aprile-Giugno 2026 (rivista trimestrale, destinata particolarmente agli insegnanti di fisica della Scuola secondaria superiore, che mira a fornire aggiornamenti sulle più recenti ricerche in tutti i campi della fisica, sui più moderni metodi didattici e sulle nuove tecniche di insegnamento) racconta un progetto che, dal 2022, promuove una didattica laboratoriale innovativa e partecipata.
Il team degli insegnanti di fisica del Liceo scientifico del capoluogo Paolo Ruffini, composto dai professori A. Ercoli, M. Capati, V. Ciofo, P. Luziatelli, C. Trifolelli, ha sviluppato il progetto denominato Laboratorio di Fisica, che nasce dal desiderio di alcuni docenti di condividere con i colleghi un percorso professionale strutturato e caratterizzato da occasioni di confronto e collaborazione anche con docenti e progetti universitari, unitamente a corsi di formazione e sperimentazioni in classe, al fine di promuovere una didattica basata sulla continua dialettica tra esperimento e modello scientifico. L’obiettivo è quello di colmare un gap, visto che sia a livello nazionale, sia nella realtà locale, la didattica laboratoriale di fisica sarebbe ancora una modalità poco diffusa nelle scuole italiane.
Questi i numeri: sono stati realizzati negli anni oltre 60 protocolli di esperimento, nell’edizione dell’a.s. 2024-2025 e in quella in corso nell’a.s. 2025-2026 sono stati eseguiti 5 esperimenti per ogni anno di corso (per un totale di 25 esperimenti), e soprattutto il numero complessivo degli studenti che hanno aderito al progetto è aumentato partendo da 164 nel primo anno scolastico e arrivando a 223 nell’ultimo.
Grazie a questa iniziativa, gli alunni di tutto il quinquennio del Ruffini hanno a disposizione l’opportunità di partecipare e realizzare esperimenti di fisica, per l’intero anno scolastico e in orario pomeridiano, al fine di ampliare, integrare e approfondire il programma curriculare della disciplina. Nell’articolo si sottolinea l’importanza per un indirizzo scientifico di promuovere una cultura che privilegi la conoscenza dell’organizzazione e del controllo dell’esperimento, che viene pensato, eseguito, monitorato in ogni fase e riletto alla luce dei risultati ottenuti, e inoltre di avere a disposizione alcuni degli esperimenti proposti, che sono diventati una sorta di patrimonio comune della scuola.
I punti di forza del progetto, elencati nell’articolo, sono: la volontarietà dell’adesione degli studenti; l’assenza di valutazione, anzi l’utilità dello “sbaglio”, che in questo contesto può diventare una risorsa; la possibilità di “portarsi a casa l’esperienza” per poterla ripetere in contesti non necessariamente scolastici e magari personalizzarne i protocolli di realizzazione; la condivisione dei materiali delle esperienze.
Per concludere viene inoltre sottolineato che la grande partecipazione degli studenti e il crescente impegno dei docenti, che ogni anno contribuiscono alla realizzazione del progetto, testimoniano l’importanza delle esperienze di laboratorio nel rendere l’insegnamento e l’apprendimento della fisica più coinvolgenti, concreti ed efficaci.


























