Helen Barolini e la storia dell’emigrazione al Colasanti

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Si parla di Helen Barolini, scrittrice statunitense, nel 1985 pubblicò un’antologia delle scrittrici italoamericane la cui voce era allora largamente ignorata: “The Dream Book – An Anthology of Writings by Italian American Women”, che nel 1986 vinse the American Book Award.  Il Mercoledì al Colasanti vedrà Carla Francellini parlare della scrittrice statunitense e sulla sua opera pioneristica .

L’appuntamento è per mercoledì 18 marzo alle 16 presso la Galleria d’arte Angela Consoli in via Garibaldi 35 a Civita Castellana.

Il senso di spaesamento provocato dallo sradicamento della migrazione, la ricerca di un luogo dove sentirsi a casa sono al centro dell’antologia della Barolini. L’attraversamento dell’oceano necessariamente porta con se l’attraversamento di barriere linguistiche, sociali, culturali, etniche, politiche, lasciando negli emigrati un senso di profondo spaesamento spaziale e culturale misto a un senso di non appartenenza alla terra adottiva e di tradimento alla terra di origine.

Helen Barolini nel suo The Dream Book affronta il senso di doppia alienazione che gli italiani in generale, e le donne in particolare, si trovarono ad affrontare arrivando negli Stati Uniti. Al senso di rifiuto da parte della madrepatria, che non era in grado di offrire loro adeguati mezzi di sussistenza, si affiancava il rifiuto del paese di accoglienza, che permetteva l’entrata di immigrati perché aveva bisogno di braccia da lavoro ma poi ne osteggiava fortemente l’integrazione.

Helen Barolini rintraccia la presenza di cinquantasei scrittrici, Louise De Salvo, Mary Cappello, Mary Saracino, Agnes Rossi, Donna Masini e tante altre ancora, e attraverso le loro memorie sottolinea come hanno ridefinito i ruoli femminili imposti dalla propria cultura d’origine e dalla cultura americana, negoziando all’interno della propria identità passato e presente, tradizione e innovazione, appartenenza ed esclusione.

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