“Gli scritti” di Enrico Castellani “padre del minimalismo”un libro che unisce cinquanta anni della sua storia

Sono racchiusi in un prezioso volume edito da Abscondita in questo inizio di anno gli scritti di Enrico Castellani il grande pittore del 900 parte di una Tuscia quella posta nel borgo fantasma di Celleno, sulla via Teverina, che aveva scelto negli anni Sessanta come luogo per vivere, abitando in una ala del Castello Orsini fino alla sua morte avvenuta nel 2017.
Gli scritti, sia conosciuti sia inediti sono riuniti secondo nuclei tematici: la teoria dell’arte, l’etica, la politica, il ruolo dell’artista nella società; ma comprendono anche testi di carattere più intimo volti a indagare, ad esempio, il tema della memoria.
In qualche modo, l’inizio di questo libro corrisponde con la fine: a testimonianza dell’estrema coerenza artistica ed esistenziale di Castellani, le istanze presenti nel primo testo teorico sono ribadite e confermate nell’ultimo del 2012. Un ampio corredo di glosse accompagna il lettore nell’analisi delle opere e lo indirizza verso una conoscenza più profonda del pensiero, della personalità, degli eventi che hanno costellato la vita, la memoria, gli affetti di questo grande artista della contemporaneità.
Il valore di questi testi è quello di restituire una visione integrale dell’uomo e dell’artista, dei suoi rapporti con la società, con i movimenti di avanguardia nazionale e internazionale, con i compagni di strada e gli amici, con i dibattiti sorti in ambiti diversi, non solo nell’arte, ma anche nella semiotica, nella letteratura e nella sociologia. Il libro riporta immagini di opere fondamentali di Castellani, come Superficie bianca del 1977 della collezione di Lea Vergine, che nel 1974 dedica due mostre ad Azimuth.
Per Castellani l’espressione della sua opera è intesa come oggetto puro, autonomo ed emancipato da quella storia che lo vede legato alla rappresentazione di altro da sé.
Il volume curato da Federico Sardella per Abscondita raccoglie gli scritti dal 1958 al 2012, tra cui molti inediti che svelano i pensieri più intimi di un artista divenuto tra i più significativi del secondo Novecento italiano che aveva scelto Celleno e il suo Castello come luogo di vita, fino alla sua morte nel 2017.
Un grande onore per la Tuscia, per Celleno che deve essere ricambiato,ci auspichiamo che in tempi in cui saremo liberi da questa pandemia il Comune possa programmare una presentazione di questo libro prestigioso.
Il libro è acquistabile in online o prenotabile nella propria libreria di fiducia.

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