Si è svolta martedì 21 aprile, esattamente a un mese di distanza dall’evento che verrà organizzato presso il Rettorato dell’Università degli Studi della Tuscia, la conferenza stampa di presentazione della Giornata della Legalità 2026, giunta quest’anno alla sua terza edizione.
La conferenza è stata aperta dal Presidente, dott. Francesco Oddi, che si è soffermato sul significato della decisione di organizzare la conferenza di presentazione presso il Palazzo di Giustizia, quale ulteriore tappa nel percorso di collaborazione fra gli Uffici giudiziari di Viterbo e l’Università degli Studi della Tuscia, divenuta nel tempo sempre più serrata e feconda. Il Presidente ha sottolineato inoltre quanto l’edizione della Giornata della Legalità di quest’anno abbia acquisito una straordinaria importanza nel riferimento alla congiuntura internazionale e al tema di fondo che è stato scelto, quello relativo all’abuso di potere.
L’intervento del Procuratore della Repubblica, dott. Mario Palazzi, si è invece incentrato sui ripetuti episodi di aggressione al multilateralismo e alle istituzioni internazionali, riconducibili a un’evidente insofferenza al controllo di legalità e motivati dal tentativo di ridurre il diritto alla regola dettata dal più forte, un crescendo impensabile solo fino a pochi anni fa. Il Procuratore ha poi evidenziato come il controllo di legalità costituisca precondizione della separazione dei poteri e della democrazia liberale, sottolineando al contempo l’emersione odierna di una subcultura che vive i principi di civiltà alla stregua di un mero orpello oltre che ostacolo di fronte al reiterato richiamo alla volontà popolare. Ha infine ripercorso la vicenda che ha interessato i due giudici della Corte penale internazionale, protagonisti dell’evento del 21 maggio, il cui torto principale si è tradotto nell’aver fatto in scienza e coscienza il proprio lavoro, ricevendo per questo un brutale trattamento sanzionatorio. Il Procuratore ha poi concluso sottolineando quanto il virus che ha colpito il mondo renda più fragile le strutture della democrazia, che sono faticose da costruire e facili a distruggersi, e quanto sia necessario appellarsi alle giovani generazioni per una battaglia comune in difesa del diritto.
La dott.ssa Martina Galli, ricercatrice di Diritto penale, ha poi aperto gli interventi dei rappresentanti dell’Università degli Studi della Tuscia, ricollegandosi alle considerazioni già espresse ed evidenziando l’importanza di proiettare la memoria nell’attualità. Ha evidenziato inoltre la straordinaria responsabilità che l’Università si è assunta nel conferire il dottorato a figure come quelle dei giudici Guillou e Aitala e l’eccezionalità dei loro curricula, giustificata dalle innovazioni introdotte da entrambi nel corso delle rispettive esperienze professionali. La ricercatrice ha quindi concluso ribadendo che i giudici non debbano essere configurati quali eroi o chiamati a divenire tali in quanto il significato della giornata della legalità è proprio quello di contrastare azioni di isolamento ed il senso del contest che vedrà impegnati gli studenti si traduce proprio nell’unire le istituzioni attraverso memoria e responsabilità, proiettandosi nel futuro.
Il professor Fabio Pacini si è invece soffermato sul chiarimento della missione del tavolo Scuola, Università e Ordini Professionali, recentemente istituito presso il Tribunale di Viterbo ed essenzialmente focalizzata sull’orientamento, il cui scopo risulta quello di fornire opportunità agli studenti allo scopo di favorire la conoscenza di cose, situazioni e istituzioni cui altrimenti gli studenti non sarebbero esposti, organizzando eventi e occasioni che possano colpirli positivamente. La partecipazione attivata mediante il contest sul tema dell’abuso di potere, secondo il prof. Pacini, sarà pertanto finalizzata a rendere gli studenti parte diligente di un momento che per l’Università riveste un valore fondamentale, assicurando opportunità sia agli studenti dell’Università, sia a quelli provenienti dalle scuole superiori.
Il prof. Carlo Sotis, Direttore del Dipartimento DIKE di Unitus, ha indicato quale punto di straordinario vanto la costruzione della rete con uffici giudiziari e scuole, dicendosi privilegiato nel farne parte, affermando che la legalità rappresenta una costruzione quotidiana e professandosi orgoglioso di vivere le odierne vicende viterbesi. Ha successivamente sottolineato che, all’interno di un paese come il nostro segnato da una tradizionale difficoltà nel fare sistema, l’esperienza recente delle giornate trascorse assieme da studenti e detenuti costituiscono uno straordinario esempio di come sia possibile contribuire alla costruzione di una classe dirigente più consapevole. Ha infine richiamato l’importanza delle sanzioni internazionali allo scopo di evitare la prosecuzione di condotte sbagliate unitamente al recente discorso del nostro Presidente della Repubblica a Praga ove è stato ribadito che il concetto stesso della terzietà è sotto attacco.
Per la prof.ssa Daniela Vitiello, coordinatrice del corso di laurea internazionale in Studi europei, si tratterà di una giornata che trascende un significato che rimanda alla sola memoria e che risulta fondata sul principio della doverosità della denuncia di qualsiasi abuso di potere da parte delle istituzioni. Una giornata evento che intende ricordare le stragi ma che vuole al contempo lavorare sul futuro, mediante la mobilitazione delle coscienze, per evitare l’isolamento dei giudici. La docente ha quindi richiamato il ruolo dell’Associazione Amici di Giurisprudenza, svolto in sinergia con il Tavolo Permanente, che si focalizza nel costruire percorsi virtuosi a beneficio degli studenti di diritto orientati alla creazione di un vero e proprio ecosistema. E nella capacità di schiudere iniziative di prestigio come la imminente chiusura dell’Accordo quadro che vedrà fra i suoi partecipanti anche l’Ufficio Scolastico Provinciale. La prof.ssa Vitiello ha infine evocato il progetto sviluppato dagli Uffici giudiziari, denominato “Il Palazzo accoglie”, distintosi per una narrazione diversa nel senso dell’accoglienza e dell’apertura, riallacciandovi l’opportunità per l’Università volta a dar vita ad un ecosistema finalizzato all’inclusione ed a processi concepiti e strutturati nel segno della trasformazione sociale e culturale, tali da restituire peraltro il necessario protagonismo agli studenti.
Il prof. Alberto Spinosa ha concluso la conferenza stampa richiamando la crucialità del gioco di squadra e dell’indispensabile valorizzazione dei ruoli. Per il Presidente del Corso di Laurea in Giurisprudenza la Giornata della legalità 2026 costituirà un nuovo saliente episodio di una collaborazione che si è progressivamente trasfusa in un rapporto di vera amicizia. La giornata, ad avviso del prof. Spinosa, prenderà l’abbrivio da una commemorazione per giungere a tanto altro, come la disseminazione culturale, assicurata da un corso di laurea che si apre alla socialità e dialoga con la società mediante gli eventi che riesce ad organizzare. Questi ha, infine, ripercorso la storia di queste giornate, giunte alla terza edizione, la prima caratterizzata dalla presenza della figlia del giudice Scopelliti, già dedicata al tema degli abusi di potere e a quello strettamente connesso del limite; la seconda, incentrata sul tema della rete quale veicolo ambivalente, per il suo potenziale di illegalità ma anche per quello opposto a quest’ultimo imperniato sulla difesa della legalità quale dimensione comunitaria. In occasione della terza giornata, invece, due rappresentanti delle istituzioni, che si trovano a pagare un prezzo elevato solo per aver fatto il loro dovere, non potranno non richiamare alla memoria le esperienze, al contempo dolorose ancorché eroiche, di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino.
I presenti hanno poi concluso la conferenza evidenziando la straordinaria rilevanza pubblica della partecipazione all’evento che si svolgerà giovedì 21 maggio presso l’Auditorium dell’Università degli Studi della Tuscia in via Santa Maria in Gradi.
Ufficio Comunicazione Tribunale di Viterbo


























