Il Lazio è l’unica regione fuori dal Mezzogiorno a collocarsi ai vertici delle classifiche italiane sulle ricerche legate al gioco online senza concessione. Lo rileva un’analisi condotta da Casinos.com su cinque anni di dati Google Trends, dedicata a quattro parole chiave che gli utenti italiani digitano centinaia di volte al mese per raggiungere piattaforme prive di licenza italiana.
Il primato più netto arriva dalla ricerca “casinò stranieri“, una graduatoria ristretta a cinque territori nella quale il Lazio ottiene 100 punti, il doppio di Calabria, Sicilia, Puglia e Campania, tutte appaiate a 50. È l’unica delle quattro classifiche in cui una regione del Centro-Nord precede l’intero Mezzogiorno. Chi digita quelle due parole cerca operatori che accettano giocatori italiani pur non avendo una licenza in Italia.
Al vertice anche per i casinò su Telegram
La regione compare nella parte alta anche delle altre graduatorie. Sulla ricerca “Telegram casino” il Lazio condivide il punteggio massimo di 100 con Abruzzo, Sicilia e Sardegna, mentre su “casinò non AAMS“, la formula più utilizzata per individuare gli operatori senza concessione italiana, si colloca all’ottavo posto con 80 punti, appaiato alla Lombardia. Su “trucchi slot” è quarto con 60 punti, alla pari con Sardegna e Puglia: il Lazio è così una delle sole cinque regioni italiane presenti in tutte e quattro le classifiche.
Il piazzamento sulla ricerca legata a Telegram merita un’attenzione particolare. Secondo il secondo report dell’Osservatorio sul Gioco Online Illegale di Data Room Nexus, a ciascun sito di gioco illegale ben posizionato corrisponde un canale sulla piattaforma di messaggistica, con community che in alcuni casi superano le decine di migliaia di iscritti, utilizzate dagli operatori per mantenere il contatto con i giocatori e comunicare loro i nuovi indirizzi attivi dopo l’oscuramento di un dominio.
Un mercato nazionale da 3 miliardi l’anno
Le ricerche analizzate si inseriscono in un contesto di dimensioni rilevanti. Secondo il secondo report dell’Osservatorio Nexus, nel primo semestre del 2026 quasi mille siti di gioco illegale monitorati hanno registrato 37,2 milioni di accessi, riconducibili a circa 9,2 milioni di utenti italiani, per una raccolta stimata in un miliardo e mezzo di euro nel semestre e circa 3 miliardi su base annua.
Si tratta inoltre di un circuito difficile da contrastare: a ogni dominio oscurato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ne subentra in poche ore un altro identico, che conserva i dati di registrazione e il saldo degli utenti, mentre le community su Telegram provvedono a comunicare i nuovi indirizzi. Sono piattaforme che restano fuori da ogni obbligo di legge: nessun limite di deposito, nessuna verifica dell’età, nessun accesso al registro nazionale di autoesclusione e nessuna garanzia sul pagamento delle vincite.
L’analisi è stata condotta da Casinos.com sui dati Google Trends degli ultimi cinque anni, limitatamente alle ricerche effettuate dall’Italia, per quattro parole chiave: “casinò non AAMS”, “trucchi slot”, “Telegram casino” e “casinò stranieri”. I punteggi, compresi tra 0 e 100, esprimono l’interesse relativo di ciascuna regione e non valori assoluti. Le regioni che non compaiono in una graduatoria non registrano un volume di ricerche sufficiente. I volumi mensili citati sono stimati tramite Ahrefs.


























