Fellini 100: E la nave va, la malinconica fine di un’epoca

di Nicole Chiassarini

E la nave va (1983, France/Italy) aka And the Ship Sails On Directed by Federico Fellini Shown: Scene

E la nave va è un film del 1984 scritto e diretto da Federico Fellini. Questa pellicola è lo specchio di un’epoca ormai giunta alla fine e, ancora oggi, rappresenta un’inesauribile fonte di ispirazione. Recentemente restaurato in digitale in occasione dei cento anni dalla nascita del Maestro.

Siamo nel luglio del 1914, il transatlantico Gloria N. è pronto a salpare dal porto di Napoli. Arrivano i passeggeri per imbarcarsi, circondati da scugnizzi e venditori ambulanti. Con essi, vengono trasportate anche le ceneri di una famosa cantante, Edmea Tetua; è per spargere queste in mare che è stata organizzata la crociera verso l’isola di Erimo, luogo di nascita della donna. A bordo c’è anche un giornalista, che documenta il viaggio. Tutto procede abbastanza tranquillamente, finché non vengono raccolti dei naufraghi serbi, in fuga dopo l’attentato di Sarajevo.

In quel periodo, e già dalla fine degli anni Settanta, il tema “dell’epilogo” si manifestava inesorabile di fronte agli occhi attoniti di una generazione che assisteva a eventi colmi di violenza e conflitti. La storia racconta che infine non fu esattamente così, ma la civiltà della Resistenza era destinata a scomparire, lasciando spazio ad una società anestetizzata e adagiata sulle ricchezze accumulate.

Il Maestro Federico Fellini, con questa pellicola affronta un tema polisemantico, in risposta a chi, in quello stesso periodo, criticava le scelte artistiche del regista, accusandolo di affacciarsi sempre sugli stessi temi.

Così, sopra quella nave, non ci sono più i giovani ai quali si riferiva in ogni suo film, ma al suo posto Orlando, un giornalista suo coetaneo. Ma anche il cinema stesso non è più quello di un tempo, ed ecco così che il film inizia in bianco e nero, senza il sonoro ma con la sola presenza uditiva dello scorrere del motore della macchina da presa, passando al seppia e infine al colore. Pertanto si instaura una malinconia struggente, che si manifesta grazie ai ricordi di un’epoca ormai andata.

A questo si aggiungono le storie dei protagonisti, personalità brillanti che si riscoprono di fronte ad uno schermo con i video della defunta, e dove tracciano pensieri, riflessioni ricordi colmi di enigmi e curiosità che offrono alla narrazione un andamento gioioso, ma a tratti anche grave.

Nei suoi ultimi film, così come ne E la nave va il regista racconta il passato, ma si riferisce alla contemporaneità, descrivendo una società decadente e ormai fin troppo stordita dal benessere. Lo fa mostrandoci la vita antecedente la Prima Guerra Mondiale, con personaggi incapaci di accettare ciò che sta fuori la loro cerchia privilegiata e preferendo, piuttosto, un allegro naufragio.

Perciò, anche questa volta, sebbene possa sembrare una materia diversa dai diversi film di Fellini, in E la Nave va continuano a restare costante il tema dell’immaginario legato al forte realismo che da sempre ha contraddistinto i lavori del regista.

Con questa sua opera Federico Fellini volle inoltre celebrare ancora una volta e con più forza la sua Cinecittà, con i tecnici, scenografi, e tutti quanti quelli che da sempre furono impegnati nel costruire questa macchina che rappresentò il cinema sognante da lui stesso inventato.

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