Federica Pasquali, capitana della Domus Mulieris: “Quando gioco a basket mi sento serena”

di Alfredo Boldorini

VITERBO – “Quando gioco a basket mi sento serena”. Federica Pasquali, 22 anni, da Manziana, capitana della Domus Mulieris Ants Viterbo, serie B femminile, veterana del gruppo, si racconta a Tusciaup

Oltre a giocare a basket cosa fai nella vita?

Sono alla fine del terzo anno di università di scienze dell’educazione primaria.

Domenica di riposo. Raccontaci la partita di sette giorni fa Terni?

Dopo un inizio campionato negativo siamo riuscite a sbloccarci con due vittorie consecutive, cosa che ci ha fatto affrontare  la partita contro Terni in modo sereno per vincere e conquistare altri punti per salire in classifica. Ce l’abbiamo messa tutta ma la fisicità e i numerosi rimbalzi dell’altra squadra li abbiamo sofferti e ci ha portati alla fine alla sconfitta.

Secondo te dove può arrivare la squadra?

La squadra per com’è, conclusa l’andata del campionato, non può puntare molto in alto però non dobbiamo smettere di credere in noi, puntando a vincere più partite possibili perché quando giochiamo di squadra, e tutte ci mettiamo energia e voglia possiamo raggiungere dei traguardi.

Quando hai scelto di giocare a basket?

Facendo parte di una famiglia di cestisti, ho messo i piedi su un campo da basket per la prima volta all’incirca a 2 o 3 anni. Avendo girato tra una palestra e l’altra sin da piccola mi sono appassionata subito a questo sport. E poi giocare è una cosa che mi diverte molto, che mi fa staccare la spina da tutto quanto.

Dove hai iniziato a fare sul serio?

Il mio percorso sportivo è iniziato in modo più concreto alla Stella Azzurra Roma dove sono cresciuta tecnicamente, ho avuto la possibilità di fare diverse esperienze e giocare anche tornei all’estero che mi hanno permesso di conoscere altre realtà.

E la tua crescita personale?

Per quando riguarda la mia crescita personale devo ringraziare Viterbo perché qui sono riuscita a credere di più in me stessa e nelle mie potenzialità.

C’è qualcuno che ti senti di ringraziare in particolare?

A Viterbo sono maturata e devo questo soprattutto a Mariachiara Scaramuccia, perché sin da subito mi ha spronato e mi ha aiutato nei momenti in cui dubitavo di me. Ogni anno mi chiede cosa voglio fare, se voglio andare via e rispondo sempre la stessa cosa: fino a quando mi diverto gioco a Viterbo perché mi sento serena e quando il divertimento non ci sarà più vorrà dire che è arrivato il momento di dire basta con il basket. Ovviamente, devo ringraziare i miei genitori perché mi hanno sempre seguito in tutti questi anni sia quando giocavo a Roma sia ora e non si sono mai intromessi nelle mie scelte sportive, appoggiandomi sempre in tutto.

Perché hai scelto le Ants?

Ho scelto le Ants perché volevo cambiare aria dopo diversi anni a Roma.

Secondo te qual è lo stato del basket femminile a Viterbo?

Lo stato del basket femminile a Viterbo è molto limitato.

E in Italia?

“Anche in Italia non si può dire che sia molto alto. A confrontato con altri stati europei penso sia anch’esso molto limitato”.

Qual è stato il tuo momento migliore?

Il mio momento migliore? Sicuramente l’anno in cui abbiamo vinto il campionato e siamo salite in A2. È stato un traguardo difficile e indimenticabile. Il campionato di A2 è una realtà diversa, a partire dalle trasferte infinite, però è stata un’occasione per poter affrontare sfide molto difficili con squadre altrettanto forti.

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