Favolacce dei fratelli D’Innocenzo, il disagio esistenziale che si trasforma in un fatale incubo

di Nicole Chiassarini

Favolacce è il nuovo film drammatico dei fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo, ispirato a una storia vera vincitore dell’Orso D’Argento per la sceneggiatura al Festival di Berlino. Disponibile sulle piattaforme streaming Sky Primafila, Infinity, Chili, Rakuten Tv, Tim Vision, Google Play e CG Digital, la storia dei due gemelli in questo loro secondo lungometraggio è un torrido e pessimista incubo senza via di scampo. Un prodotto che innova ancora una volta il cinema italiano e che fa certamente parlare di sé.
Siamo in una periferia di Roma, la storia segue le vicende di alcune famiglie, nel corso di una calda estate. Tutti sembrano vivere una vita agiata, ma ognuno di loro nasconde un forte disagio esistenziale pronto a manifestarsi da un momento all’altro. A pagarne le conseguenze, ci sono i bambini, assorbendo sentimenti negativi, malessere e frustrazione, fino a manifestare gravi segnali di instabilità.
Il film degli D’Innocenzo si apre con una voce adulta, quella di Max Tortora, che racconta di aver trovato un diario. Sono pagine scritte da Denis, un bambino di soli 11 anni, e che raccontano la sua vita fino agli ultimi dieci fogli lasciati bianchi.
Favolacce rappresenta una fiaba nera, disturbante, che riesce a dare espressione di sé attraverso un linguaggio grottesco e maligno, ma scritto in modo brillante, tanto da lasciare lo spettatore in silenzio fino alla fine, spiazzato in tutto il percorso inusuale della storia, quella stessa che non segue affatto una consequenzialità lineare.
Fa riflettere la condizione vacillante dei giovani protagonisti, in qualche modo sottomessi a padri frustrati e madri passive. Le fitte trame di invidia, ipocrisia e disperazione di una vita indolente, negli occhi dei bambini si trasforma in un mondo privo di valori e punti di riferimento, tanto da seguire gli insegnamenti di un cattivo maestro che li porterò verso un inesorabile tragedia.
Certamente la cura dei dettagli nel film dei fratelli D’Innocenzo è un aspetto da tenere in considerazione, tanto da esaltare la scelta dei personaggi e l’ottima fotografia e regia. Ogni dettaglio e inquadratura ci racconta qualcosa di malsano, e i bravissimi protagonisti allo stesso tempo ci mostrano ottime interpretazioni e un profondo spessore, a tal punto da rendere maggiormente forte una pellicola in cui traspare sofferenza e il triste destino di chi non riesce a riemergere da una condizione simile.
I due registi sono riusciti a creare un racconto con una forte impronta personale, unica, dove alla fine il messaggio risulta provocatorio, facendo trasparire la situazione delle nuove generazioni, incapaci di crescere senza ereditare il malessere dei genitori, e allo stesso tempo senza provare un costante senso di rabbia nei confronti della vita stessa.
In questo secondo lungometraggio i due registi confermano la loro capacità e consapevolezza di questo potente medium, mostrando uno stile maturo. La loro critica nei confronti della contemporaneità non necessita di esplosioni o grida, ma si nutre di piccoli e crudeli gesti, dai dialoghi colmi di imprecazioni e insulti, fino alla violenza domestica.
Favolacce dei Fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo è un tragico spaccato dei nostri giorni. Un cinema che denuncia in modo amaro la condizione di instabilità di un Paese forse fin troppo marcio. Un prodotto ambizioso e ben costruito, che è stato in grado di cucirsi il proprio spazio alla Berlinale 2020 e ora disponibile su più piattaforme streaming.

triller: https://locchiodelcineasta.com/favolacce-recensione/

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