Esami di Stato. L’ultima volta da Presidente del prof. Ginnasi

prof.Gianni Ginnasi*

Mio nonno era un ragazzo del ’99 (1899!) , mio padre aveva vissuto due campagne d’Africa; l’ uno sapeva scrivere e così, da ufficiale, guidava tra i cecchini le carovane di muli con munizioni e viveri che dovevano permettere di resistere ai compagni che “ abitavano “ gli appostamenti di cima 12. L’altro aveva la barba difficile da radere e solo dal suo barbiere seppi poi che nel deserto usava il gasolio per raderla.
Quando io facevo l’università alle matricole si dava il presalario anche se molti ci compravano la 500.
Quei sacrifici, quegli ideali per i quali mia nonna donò l’oro per la patria, avevano prodotto sicurezze come l’assistenza, il diritto allo studio, la possibilità per ognuno di noi di poter aspirare all’uguaglianza come sancito dalla nostra Carta Costituzionale.
Oggi sto per andare in pensione e svolgo come mio ultimo impegno nel lavoro scolastico il ruolo di presidente dell’esame di Stato agli ultimi ragazzi del ’99 (1999!). Sbircio qualche riga tra i testi della prima prova che spesso hanno rappresentato una chiave di lettura del presente : “ mi sembra che potrò facilmente dimostrare la felicità dell’essere solo; la solitudine non è mai con voi; è sempre senza di voi , è soltanto possibile con un estraneo attorno: luogo o persona che sia , che del tutto vi ignorino , che del tutto voi ignoriate..” I diversi volti della solitudine. Poi si passa per la creatività … straordinaria dote, squisitamente umana, per le fabbriche che si svuotano, la clonazione, l’aspirazione all’eguaglianza sino ad alcune righe di Moro il professore di noi studenti della Sapienza che aveva intuito come la partecipazione di ogni pensiero avrebbe potuto garantire la sicurezza, la forza di uno Stato a cui ci lega il senso di appartenenza. Dal 1900 la popolazione si è raddoppiata ma è diminuito il numero dei votanti come l’indice demografico.
A questi ragazzi del ‘900 si apre un nuovo secolo e come la prova della maturità dovranno affrontare la solitudine ed il coinvolgimento , le ansie di Pirandello e la forza propositiva di Aldo Moro che vede oltre la lotta di classe affinché si rafforzi la partecipazione : sì, sono i ragazzi che scrivendo su questi temi del ‘900 dovranno già domani affrontare i big data , quelli che nati nella globalizzazione qui non troveranno lotta di classe , ma l’industria 4.0 dove forse saranno i camerieri a scioperare contro i robot che prenderanno il loro posto.
Li abbiamo ben preparati? Certo qualcosa abbiamo intuito se questi temi nel complesso sono stati proposti nelle tracce dell’esame di Stato , ma non dovremmo mai dimenticare che per loro dovremmo essere propositivi così come lo fu Moro. Alcuni temi come la distribuzione della ricchezza, i traguardi della scienza, i rapporti, la comprensione e il rispetto dell’”altro” sono argomenti di cui potremmo dare loro alcuni strumenti di lettura, ma che poi dovranno essere questi ragazzi del ‘99 a vivere, interpretandoli e, magari, riuscendo a trovare proposte e soluzioni in una società che avrà così tanto bisogno di ciascuno di loro.

*Presidente di commissione Esami di Stato 2018

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