Ecco la Società interessata a rilevare e ristrutturare Palazzo dell’Abate a Viterbo

di Luciano Costantini

Si chiama K2 Costruzioni ed è una società a responsabilità limitata con sede a Bracciano. E’ il soggetto interessato a rilevare e ristrutturare il palazzo dell’Abate, o anche palazzo Maidalchini, situato a ridosso di Porta San Pietro e che da tempo versa in progressivo degrado, tanto da renderne necessaria la chiusura. Un rappresentante della K2, che opera nel settore delle costruzioni di edifici residenziali e non residenziali, ha incontrato il sindaco di Viterbo Giovanni Arena, alcuni assessori (Allegrini, Barbieri, Contardo) e i tecnici comunali, per illustrare il project financing dell’operazione alla quale parteciperebbe come partner dell’impresa braccianese, la Parsifal Advisoring Consulting, soggetto con sede nella Capitale. L’offerta sarebbe di poco più di nove milioni di euro a fronte di una acquisizione temporanea dell’immobile. Comunque pluriennale. Nella cosiddetta manifestazione di interesse viene tracciato il progetto di riconversione del palazzo quattrocentesco: prevederebbe la realizzazione di diverse stanze o mini alloggi, da affittare soprattutto – ma non soltanto – agli studenti universitari, una mensa, un ristorante, una caffetteria e altre aree di disponibilità pubblica. E comunque, il progetto una volta andato in porto, potrebbe contribuire al processo di integrazione residenziale degli iscritti all’Unitus e, più in generale, a rivitalizzare il quadrante del centro storico che si estende da porta Romana a porta San Pietro, da San Pellegrino alle Fortezze. Sindaco, assessori e tecnici per ora si sono limitati a prendere atto della volontà e dell’offerta della K2, riservandosi di fornire una risposta in tempi brevi. Ovviamente, non prima di aver studiato e stabilito la congruità della ristrutturazione e riconversione dell’edificio rispetto al contesto ambientale. E anche rispetto alla convenienza economica, che non è esattamente un dettaglio, in quanto il contratto prevederebbe un affidamento gestionale di diversi anni. Insomma, si tratterebbe di un contratto a tempi lunghi con tutti i vantaggi, ma anche i rischi, facilmente immaginabili. Chiaro che si tratta soltanto dell’inizio di una partita che è ancora tutta da giocare.

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