Don Godfrey Mwansa, parroco di Bomarzo, si è laureato alla Pontificia Università Gregoriana con una tesi di Teologia Fondamentale

Don Godfrey Mwansa-parroco di Bomarzo

Di fronte alle vertiginose scoperte della astrofisica moderna che sempre più squarcia il velo dell’infinito, che posto occupa l’essere umano? È la domanda centrale della tesi discussa oggi da don Godfrey Mwansa presso la Pontificia Università Gregoriana, un lavoro di Teologia Fondamentale intitolato “La fede alla prova della scienza in J. Ratzinger.
Tra sistematicità e paradosso” che affronta a viso aperto la cosiddetta “angoscia copernicana”: il timore che la vastità del cosmo svuoti di senso la centralità dell’uomo e l’idea stessa di un Dio biblico.

L’indagine di don Godfrey muove dalle provocazioni di pensatori laici e scienziati. Viene analizzata l’obiezione di Christopher Francis Higgins, che liquida la fede come una “conveniente emozione umana” nata per dare certezze nell’insicurezza. Il lavoro attraversa poi il pensiero del fisico Marcelo Gleiser, che descrive il progressivo “passo indietro” dell’umanità, costretta a scoprirsi un punto insignificante in mezzo a miliardi di galassie.

Persino giganti della scienza come Albert Einstein e l’astronomo James Jeans, pur riconoscendo una sublime armonia geometrica nella natura, si sono fermati alle soglie di una “religiosità cosmica”, rifiutando un Dio antropomorfo perché ritenuto una consolazione per menti semplici.

La risposta teologica di don Godfrey ribalta però questa prospettiva. Attraverso il magistero di Benedetto XVI e le intuizioni del Catechismo della Chiesa Cattolica, la tesi dimostra che l’immensità del cosmo non annulla l’uomo, ma ne purifica la fede. La razionalità delle leggi fisiche rivela quel Logos (la Ragione Creatrice) di cui parlava Joseph Ratzinger: un principio supremo che non è fredda matematica, ma Amore (Agape) che si relaziona con la sua creatura. L’antropocentrismo cristiano, dunque, non è la pretesa di essere al centro dell’universo, ma una certezza spirituale: l’uomo rimane al centro del progetto di Dio.

Questo prestigioso traguardo accademico rappresenta un ulteriore e prezioso tassello nella costante crescita culturale di don Godfrey, che ha già affrontato in passato temi di altissimo valore scientifico e teologico con precedenti e brillanti attestati.

A don Godfrey vanno i più vivi complimenti di tutta la comunità: pur svolgendo in modo impeccabile, quotidiano e instancabile la sua missione di stimato pastore e guida spirituale nella parrocchia di Bomarzo, riesce a coltivare una straordinaria ricerca intellettuale, spingendosi con coraggio in territori complessi e affascinanti come la filosofia e il dialogo con la scienza moderna.

Enzo Maccarelli

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