Don Dante Bernini, anniversario della nascita

di don Gianni Carparelli

Don Dante Bernini

Si avvicina il compleanno (106 anni) di don Dante Bernini, già Vescovo ad Albano, nato il 20 aprile 1922 a La Quercia e qui deceduto il 27 settembre 2019. Sacerdote, professore di scienze e matematica, Vescovo stimatissimo non solo in Italia. Morto nel 2019 a La Quercia. E’ stato presidente della “Commissione Giustizia e Pace” della CEI (Commissione Episcopale Italiana) e membro della “COMECE” (Commissione dei Vescovi della Comunità Europea), promotore di molte iniziative a favore di persone disagiate anche in Africa (Burkina Faso, Sierra Leone, Sudan). Per tanti a Viterbo era l’amico aperto e intelligente che sapeva ascoltare e guidare nella vita. Soprattutto come assistente della FUCI era un mito e un fratello maggiore ed ha lasciato un segno indelebile in tanti. Noi amici, alunni e ammiratori, non riusciamo a non sentirlo ancora una guida nella vita. Il 19 domenica alle 10:00 lo ricorderemo nella santa Liturgia a Castel d’Asso. Il 20 aprile, alle 17:00 presso la “Piazza della Pace” a La Quercia (dove c’è un giardinetto dedicato alla sua memoria), gli AMICI di Don Dante, il TAVOLO della Pace di Viterbo e il COMITATO Nepi per la Pace, si incontreranno per un momento di riflessione comune. Ci saranno canti del Coro del Santuario, una rappresentazione del regista e attore Pietro Benedetti, già allievo di don Dante, la lettura del “Decalogo della Pace”, un articolo scritto da Don Dante nel 1984. E poi riflessioni spirituali e testimonianze dei presenti. Termineremo leggendo insieme la “Preghiera semplice” di San Francesco: “Signore fa di me uno strumento della tua pace”. Questo incontro non sia solo un incontro, ma un momento per vivere nella memoria e nella vita i cammini vissuti e insegnati da un maestro di vita e di fede come don Dante. Ci si augura di uscire dal “Giardino della Pace” arricchiti di sentimenti di PACE che poi possano fiorire e venire seminati ovunque. I messaggi di Papa Leone, come quello regalatoci l’11 di aprile scorso durante la “Veglia per la Pace”, che forse avrete seguito in Televisione, sono di una limpidezza che don Dante avrebbe applaudito e condiviso. Perché don Dante non solo pregava per la PACE, ma la viveva diventando lui stesso la “mano di Dio” che la seminava e  la coltivava come suggerito dal Papa. La Chiesa ha bisogno di persone come Don Dante ed altri: Don Tonino Bello, don Luigi Bettazzi suoi amici e collaboratori e tanti altri che sparsi silenziosi nel mondo stanno costruendo il Regno di Dio “… et portae inferi non praevalebunt”. Il male non trionferà (Mt 16:18) perché la “Pace… disarmata e disarmante” (Papa Leone) farà crollare le barriere dell’odio e della ingiustizia. Noi ci crediamo, lo speriamo e ci diamo da fare perché quello che recitiamo  nella preghiera diventi il nostro stile di vita.

 

 

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