De Cesare: il mio essere napoletana nella Città dei Papi

Margherita de Cesare

Se penso alla mia vita, la prima immagine che mi viene in mente è quella di un fiore, petali da mille sfumature, dal profumo ogni volta diverso, fragile,  delicato ma con il gambo forte ……. credo che la vita di ogni donna è un mondo poliedrico, dove la dimensione personale si intreccia con quella lavorativa; ogni giorno è una vera e propria sfida, per conciliare al meglio tutti questi aspetti; ecco perché ci è voluta grande determinazione, coraggio e passione per raggiungere i miei obiettivi e per comprendere al meglio la priorità della vita.
Giunta a Viterbo nel febbraio del 1996, da una grande città come Napoli, dai mille colori e mille sfaccettature, ho portato con rispetto ed orgoglio me stessa ed il mio passato in questa Città. Ho portato le mie abitudini, le mie tradizioni, il mio accento, che nel tempo è stato mitigato dall accento locale. Ho portato il mio essere napoletana. Ho imparato le loro abitudini di vita. Ho accettato a volte le accuse. A volte l’essere stata sotto osservazione, ma soprattutto mi sono confrontata con diverse storie, culture, abitudini e tradizioni, due città con diversi problemi e diverse situazioni ambientali.

Fin da bambina ho avuto la fortuna di seguire l’esempio dei miei genitori uniti sempre, crederci sempre. Oggi come allora, per farsi rispettare, apprezzare  e per riuscire a vedere riconosciuto il proprio ruolo, occorre lottare con più determinazione di un uomo, perché il mondo lavorativo è ancora molto maschile e diffidente verso le donne cosiddette “in carriera” ; ma io credo che, quando raggiungiamo una posizione di leadership, siamo in grado di alternare in maniera sapiente la componente istintuale con quella razionale e progettuale. L’aspetto più difficile è riuscire a controllare certe forme di sensibilità e di insicurezza, lo dico per esperienza dal momento che per carattere sono emotiva. Come donna impegnata nel sociale, nell’Organizzazione Sindacale UGL con un ruolo di comando, da segretario generale di un territorio nella la Città di Viterbo,  ho cercato di cogliere le aspettative e le esigenze dei lavoratori che rappresento, traducendo il bisogno di assisterli non solo sul lavoro, ma anche nella vita. Non è stato  un percorso facile, sin dai primi anni il lavoro è sempre stato impegnativo e a volte nutrivo forti sensi di colpa perché non riuscivo a seguire la mia famiglia e la mia vita privata come avrei voluto. Sono sempre stata consapevole che i miei sacrifici avevano un fine: crescere, costruire, offrire assistenza, servizi, disponibilità e  professionalità ad un territorio con grandi potenzialità.

Viterbo  conosciuta già come Città dei Papi e Città militare,  oggi vanta il privilegio per essere Città Universitaria, grazie all’espansione dell’Università della Tuscia, la città ospita giovani provenienti da tutto il territorio nazionale e internazionale, motivo per cui ho favorito come valore imprescindibile l’unità,  promuovendo la difesa delle categorie più deboli  e della coesione sociale, rendendo così più facile il raggiungimento del mio obiettivo, garantire uno strumento efficace attraverso un costante sostegno e  un valido contributo per attuare la solidarietà fra lavoratori, giovani, disoccupati e pensionati….  riportare la UGL di Viterbo al centro di una comunità rappresentata da diverse realtà sociali, culturali ed economiche, renderla il punto cardine, di fulcro e di riferimento per coloro che hanno bisogno di incontrarsi, confrontarsi,  capire e raccogliere le diverse  esigenze causate dalla profonda crisi economica e sociale che investe il nostro Paese, di conseguenza la nostra provincia. Dopo 19 anni, viterbese di adozione,  ho cercato di trasmettere quei valori e principi che ho  avuto il privilegio di ereditare da chi prima di me ha perseguito per il  miglioramento delle condizioni di vita, professionale, sociale e umana di tutti  e rendere  così orgogliosi non solo i nostri associati, colleghi e amici, ma soprattutto la mia famiglia. Essere riuscita nel compito più difficile,  creare un gruppo coeso, una squadra  unita e compatta a perseguire la difesa e la tutela del diritto alla dignità di ogni uomo, di ogni donna, è sempre stata la mia grande forza. Motivo per cui ho coltivato con attenzione particolare i rapporti interpersonali, cercando di rispondere alle esigenze di chi ogni giorno ci rinnova la propria fiducia. Credo profondamente nella responsabilità etica di un Sindacato, basato sul valore delle persone. I

l mio più grande orgoglio è di avere tante donne tra i sindacalisti e collaboratori che lavorano con me, che mi aiutano, mi affiancano e mi supportano  dall’inizio del mio mandato e ai quali mi legano stima e affetto profondo. Se rifletto sul mio percorso e su di ognuno di loro, credo che non esista una formula magica, un modo universale per affermarsi sul lavoro ma che contino la preparazione, la voglia di mettersi sempre in gioco e il non sentirsi mai arrivate. Certamente molte cose devono ancora cambiare: la cultura, la mentalità, la sensibilità sociale, le leggi. Ma non devono essere scusa per impedirci di osare, di cogliere le opportunità che il mondo attuale, in costante evoluzione ci offre.
Facciamo nostro il motto dell’Alfieri:
“Volli e volli sempre e fortissimamente volli”.

Segretaria provinciale Ugl 

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