Dopo le proteste dei Cav e delle attiviste femministe e transfemministe davanti al senato del 27 gennaio chiamiamo tutte, tuttɜ.
Solo sì è sì. Mobilitazione pubblica contro la proposta che sposta il peso del consenso sulle vittime: costruiamo insieme un flash mob.
Vogliamo ribadirlo chiaramente: questa impostazione è irricevibile, non può passare.
Sostituire l’idea di un consenso libero, esplicito e revocabile con la logica di un dissenso che dovrebbe essere espresso in modo riconoscibile e poi valutato in base al contesto significa alimentare una cultura già nota: quella che finisce per colpevolizzare chi subisce, per mettere sotto processo la reazione della vittima, per chiedere quanto e come abbia detto no. È la base della vittimizzazione secondaria: scoraggia le richieste di aiuto, rende ancora più pesante il percorso giudiziario e, soprattutto, prova a riportarci indietro.
Non è solo una questione giuridica. È una scelta culturale e politica: decidere se la libertà e l’autodeterminazione delle persone siano un fatto interpretativo o un principio netto. Per noi è netto.
Solo sì è sì. Senza consenso è stupro.
Per questo, su nostra proposta avviamo una mobilitazione pubblica che non vuole limitarsi a un invito a partecipare, ma chiede a tutte e tutti di organizzarla insieme, mettendo in rete competenze, presenza, comunicazione e territorio. Non una sigla che chiama e gli altri che rispondono: una costruzione collettiva, larga, plurale.
Chi chiamiamo a costruirla con noi?
L’appello è rivolto a: reti antiviolenza, centri antiviolenza, sportelli e realtà che operano sul campo; associazioni, APS, ETS, collettivi, gruppi femministi e transfemministi;
organizzazioni sindacali e associazioni di categoria; partiti politici, movimenti, liste civiche senza esclusioni, perché qui la partita è sui diritti fondamentali; scuole, università, consulte, comitati, comunità educanti; cittadine e cittadini che non accettano arretramenti. Proponiamo un flash mob pubblico e una campagna di mobilitazione territoriale che affermi un messaggio semplice e non negoziabile:
“SOLO SÌ È SÌ. SENZA CONSENSO È STUPRO”
Chiediamo alle realtà disponibili di aderire non solo con una presenza, ma con un pezzo di organizzazione inviando una mail a: ass.kyanos@gmail.com.
L’obiettivo è una mobilitazione ampia, visibile, determinata e rispettosa, che metta al centro chi subisce violenza e chi lavora ogni giorno per prevenirla.
Chi prova a ridurre il tema a cavilli o a spostare il peso della prova sulle vittime deve sapere una cosa: non ci fermeremo. Se si tenta di spegnere le piazze, si ottiene l’effetto opposto: si moltiplicano.
Marta Nori
Presidente associazione Kyanos
Responsabile centro antiviolenza Penelope

























