Da Andria a Roma passando per la Variante Cimina della via Francigena

Raimondo Chiricozzi

I giovani di circa 200 diocesi italiane, accompagnati da più di 100 vescovi, sono giunti a Roma dove hanno incontrato il Santo Padre sabato 11 e domenica 12 agosto 2018 in previsione della Giornata Mondiale della Gioventù 2019 di Panama.

In vista dell’incontro i giovani provenienti da tutte le Diocesi italiane hanno intrapreso dei cammini per vivere l’esperienza del pellegrinaggio e prepararsi spiritualmente all’importante appuntamento.

La diocesi di Andria ha scelto di iniziare il proprio cammino a Montefiascone percorrendo un tracciato a forte valenza spirituale, appositamente studiato dalla guida ambientale escursionistica Antonio Correnti e che unisce la via Francigena, il Cammino di Santa Giacinta e la Variante Cimina della Via Francigena. I comuni attraversati nei circa 65 chilometri di cammino sono stati Viterbo, Canepina, Vignanello, Vallerano, Carbognano, Caprarola e Ronciglione, ognuno custode di storie di santi e tradizioni secolari.

Il tracciato così pensato, ha permesso ai giovani pellegrini pugliesi, accompagnati da Don Pasquale Gallucci e Don Francesco Di Corato, di scoprire giorno per giorno la varietà e l’unicità dei paesaggi della Tuscia: dalla pianura di Viterbo con le sue sorgenti termali e il basolato romano della via Francigena, all’inaspettata pineta dei Monti Cimini, ai castagneti secolari di Canepina e Vignanello che lasciano lentamente posto ai noccioleti di Caprarola e Ronciglione. Su tutto dominano le emergenze storico architettoniche del centro storico di Viterbo, del castello Ruspoli di Vignanello, del castello di Giulia Farnese a Carbognano, di Palazzo Farnese a Caprarola e a Ronciglione oltre al suo borgo medievale, il santuario paleocristiano di Sant’Eusebio, luogo di incontro tra natura e spiritualità. (Antonio Correnti)

La Chiesa di S.Eusebio è tornata così ad essere ciò che per secoli e secoli è stata, un momento di sosta e preghiera dei pellegrini della via Francigena.

“S.Eusebio è un piccolo scrigno, un tesoro artistico, custode di tesori assolutamente da preservare: dalle colonne zoomorfe che poggiano su un’antica base, forse di un tempio dedicato al dio Sole, al sarcofago romano addossato alla facciata, e ancora ai resti di importanti affreschi (pensate che le pareti della chiesa erano un tempo totalmente affrescate!): “L’ultima cena”; “L’albero di Jesse” che schematizza l’albero genealogico di Gesù e che è il più antico d’Europa su questo tema; “Il Cristo benedicente tra quattro santi” tra cui lo stesso sant’Eusebio, le “Vergini prudenti” e una “Madonna col Bambino tra i santi Eusebio e Stefano” del Quattrocento”. ( Silvia Scialanca)

Proprio a Sant’Eusebio, S.E. Mons. Luigi Mansi, vescovo di Andria, ha voluto concelebrare la Santa Massa con i sacerdoti che hanno accompagnato i giovani lungo il cammino.

Grande emozione ha suscitato l’omelia del vescovo e la lettura del messaggio di Papa Francesco ai giovani:

”Puoi avere difetti, essere ansioso e perfino essere arrabbiato, ma non dimenticare che la tua vita è la più grande impresa del mondo. Solo tu puoi impedirne il fallimento. Molti ti apprezzano, ti ammirano e ti amano. Ricorda che essere felici non è avere un cielo senza tempesta, una strada senza incidenti, un lavoro senza fatica, relazioni senza delusioni. Essere felici significa trovare la forza nel perdono, la speranza nelle battaglie, la sicurezza nella fase della paura, l’amore nella discordia. Non è solo godersi il sorriso, ma anche riflettere sulla tristezza. Non è solo celebrare i successi, ma imparare dai fallimenti. Non è solo sentirsi felici con gli applausi, ma essere felici nell’anonimato. Essere felici non è una fatalità del destino, ma un risultato per coloro che possono viaggiare dentro se stessi. Essere felici è smettere di sentirsi una vittima e diventare autore del proprio destino. È attraversare i deserti, ma essere in grado di trovare un’oasi nel profondo dell’anima. È ringraziare Dio ogni mattina per il miracolo della vita. Essere felici é non avere paura dei propri sentimenti ed essere in grado di parlare di te. Sta nel coraggio di sentire un “no” e ritrovare fiducia nei confronti delle critiche, anche quando sono ingiustificate. È baciare i tuoi figli, coccolare i tuoi genitori, vivere momenti poetici con gli amici, anche quando ci feriscono. Essere felici è lasciare vivere la creatura che vive in ognuno di noi, libera, gioiosa e semplice. È avere la maturità per poter dire: “Ho fatto degli errori”. È avere il coraggio di dire “Mi dispiace”. È avere la sensibilità di dire “Ho bisogno di te”. È avere la capacità di dire “Ti amo”. Possa la tua vita diventare un giardino di opportunità per la felicità … che in primavera possa essere un amante della gioia ed in inverno un amante della saggezza. E quando commetti un errore, ricomincia da capo. Perché solo allora sarai innamorato della vita. Scoprirai che essere felice non è avere una vita perfetta. Ma usa le lacrime per irrigare la tolleranza. Usa le tue sconfitte per addestrare la pazienza. Usa i tuoi errori con la serenità dello scultore. Usa il dolore per intonare il piacere. Usa gli ostacoli per aprire le finestre dell’intelligenza. Non mollare mai … Soprattutto non mollare mai le persone che ti amano. Non rinunciare mai alla felicità, perché la vita è uno spettacolo incredibile.” (Papa Francesco).

Il presidente dell’associazione Mariangela Virgili, Bruno Pastorelli, ha fatto gli onori di casa ed ha curato tutti gli aspetti legati all’accoglienza dei pellegrini, dal trasferimento dalla Chiesa di S. Eusebio alla palestra comunale, la cena e il pernottamento assicurato da Alberto Aramini presidente dell’istituzione centri Sportivi A. Mascarucci.

Bruno Pastorelli ha assicurato la sua presenza accompagnato dalla moglie nonostante problemi di salute. Lo stesso ha donato al Vescovo tre libri : “Ronciglione il Bombardamento del 5 giugno del 1944” il secondo “Maria Angela Virgili” Terziaria Carmelitana – Atti del convegno nel 275 della morte” il terzo copia anastatica del “Carbognano illustrato” del 1654 di Fioravante Martinelli, ed infine ha distribuito a tutti i giovani pellegrini un pieghevole sulla Casa-museo della ven. Mariangela Virgili, sulla storia di Ronciglione e dell’Associazione Culturale Mariangela Virgili – edizioni curate da Pastorelli.

“Novelli” Pellegrini che hanno onorato la città di Ronciglione con il loro passaggio e la loro permanenza. La gioia di cui ci hanno fatti partecipi rimarrà in noi impressa. Abbiamo con piacere constatato la loro allegra spontaneità, la partecipazione assorta nei momenti di preghiera, la loro voglia di darsi da fare perché ci sia nel mondo un vero cambiamento a favore della convivenza pacifica e fraterna per una umanità solidale verso i più bisognosi, verso coloro che chiedono di vivere dignitosamente la loro esistenza. Ciò ci ha fatto riacquistare fiducia nel futuro e comprendere che non saranno possibili passi indietro verso il baratro delle artificiose divisioni degli uomini.

Sono stati questi pellegrini che hanno risvegliato in noi l’amore fraterno, ricordandoci l’esempio e le aspirazioni di Suor Mariangela, della quale i ronciglionesi sono fervidamente devoti.

“Suor Mariangela, sono parole di Bruno Pastorelli, è stata e rimane l’antesignana dei movimenti di solidarietà di oggi, l’angelo del volontariato che non ha bisogno di titoli, ma si dedica agli altri per scelta e fede, spesso nell’anonimato più totale. I donatori di sangue, le Misericordie, i Medici senza frontiere e tutte le organizzazioni che in silenzio operano per il bene degli altri hanno, in questa donna umile colei che iniziò ben prima e in condizioni ben più difficili, la loro protettrice”.

Il passaggio di questi giovani pellegrini nel nostro territorio, non è avvenuto per caso, forse è stato voluto per farci riflettere sulle nostre scelte di vita troppo ancorate al terreno, con pochi slanci, senza più ideali e sogni. Dovremmo anche noi tornare giovani sognare un mondo più umano, pacifico, solidale e non aver paura dei sogni dei giovani.

“I sogni dei giovani sono i più importanti di tutti, sono le stelle più luminose, quelle che indicano un cammino diverso per l’umanità. Ecco, cari giovani, voi avete nel cuore queste stelle brillanti che sono i vostri sogni: sono la vostra responsabilità e il vostro tesoro. Fate che siano anche il vostro futuro!”. Francesco esorta i giovani: “Il vostro lavoro è trasformare i sogni di oggi nella realtà del futuro e per questo ci vuole coraggio”. Ma voi non lasciatevi rubare i vostri sogni”. ( Papa Francesco)

Questo pellegrinaggio si aggiunge alle numerose iniziative che negli ultimi anni l’associazione culturale Variante Cimina della Via Francigena (www.varianteciminadellafrancigena.it) ha portato avanti per la valorizzazione e promozione di questi territori e delle loro ricchezze ambientali, culturali ed enogastronomiche.

COMMENTA SU FACEBOOK

CONDIVIDI