Corviano: Etruschi, Romani e Medioevo

Francesca Pontani*

«Le abitazioni ipogee (originariamente circa una trentina) si affacciano quasi tutte, con le loro buie aperture simili ad occhiaie vuote, sulle pareti di roccia che delimitano il poggio a Nord e ad Est» (Valentino D’Arcangeli, “Soriano nel Cimino nella storia e nell’arte”)

Numerosi villaggi
A breve distanza dal torrente Vezza si svilupparono nell’antichità numerosi villaggi i quali in epoca romana furono collegati tra loro da un tratto della via Ferentana (procedente da Ferento verso Faleri Novi). Alcuni di questi villaggi rimasero in vita anche nel medioevo e tra le zone che presentano una maggiore quantità di emergenze archeologiche è quella in cui sorse l’insediamento di Corviano.

Monumento naturale
Corviano è un’area archeologica molto vasta e molto suggestiva sia dal punto di vista archeologico che naturalistico, tanto che è Monumento Naturale: circa 70 ha di territorio estremamente peculiare sia sotto il profilo naturalistico che per le emergenze archeologiche. La zona è interessata da profondi crepacci prodotti da remoti sconvolgimenti tellurici ed è quasi totalmente ricoperta da una boscaglia di querce e da un fitto sottobosco cespuglioso.

Archeologia

Vi si conservano un cospicuo raggruppamento di antichissime case rupestri (in alcuni casi riutilizzate fino in epoche recenti); resti di cinte murarie etrusco-romane; un vallo; una necropoli con tombe a fossa antropomorfa; pestarole; i ruderi di un castello medievale, di tre chiese e di un mulino di epoca medievale.

Spettacoli strapiombi rocciosi
L’altopiano di roccia vulcanica su cui sorge Corviano è naturalmente munito da alti strapiombi rocciosi: pericolosi (quindi massima attenzione a sporgervi!) ma stupendi, spettacolari e struggentemente pittoreschi!

Medioevo
Il sito nel medioevo fu a lungo possesso dei Benedettini dell’Abbazia di S. Andrea in Flumine. Per le sue caratteristiche strategiche il luogo è stato occupato fin dall’alto medioevo con la costruzione di un muro, di cui rimangono ancora visibili alcuni tratti (grandi blocchi di 1,80 metri di spessore), costruito intorno all’abitato. Una chiesa ad unica navata con abside e una necropoli con sepolture antropomorfe “a loggetta”, in sarcofago o scavate direttamente dal masso, testimoniano ulteriormente la frequentazione del sito fin dal primo medioevo, periodo in cui Corviano può essere inserito nel sistema difensivo della fascia di confine tra Bizantini e Longobardi, tra fine VI e VIII secolo. Una serie di cavità rupestri con ingressi parietali è ancora visibile sui versanti est e sud e attesta la frequentazione del pianoro, senza poter escludere naturalmente il riutilizzo di cavità preesistenti.
L’insediamento medievale appare citato nelle fonti alla fine dell’XI secolo, le emergenze monumentali che oggi si vedono sul pianoro vanno dall’XI al XIV secolo.


PER APPROFONDIRE

Valentino D’Arcangeli, Soriano nel Cimino nella storia e nell’arte.

COME ARRIVARE
http://www.comune.sorianonelcimino.vt.it/corviano/come_arrivare.html

Corviano Monumento naturale
Flora: http://www.comune.sorianonelcimino.vt.it/corviano/flora.html
Fauna: http://www.comune.sorianonelcimino.vt.it/corviano/fauna.html
Geologia: http://www.comune.sorianonelcimino.vt.it/corviano/geologia.html
Guida pdf: http://www.comune.sorianonelcimino.vt.it/corviano/brochure.html

*Francesca Pontani – www.francescapontani.it – Archeologa del comitato scientifico del Museo Archeologico delle Necropoli Rupestri di Barbarano Romano. Egittologa, conoscitrice di lingue antiche come i geroglifici, la lingua sumerica e accadica, la lingua etrusca, lavora nel mondo del web. Nel blog e sul canale YouTube ArcheoTime sono visibili le sue camminate archeologiche on the road. Innamorata della comunicazione e della scrittura, guiderà i lettori di TusciaUP nella conoscenza del nostro territorio attraverso Tour di Archeologia in Tuscia.

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