ClaudioMargottini affascina il pubblico di Caffeina con il suo “Viaggio in Afghanistan”

di Luciano Pasquini

E’ stato presentato come un ospite di onore il viterbese Claudio Margottini, geologo, attaché scientifico presso l’ambasciata italiana in Egitto, venerdì scorso ha raccontato il suo “Viaggio in Afghanistan”. Il pubblico ritornato  numeroso venerdi scorso in teatro lo ha accolto calorosamente e partecipe ha ascoltato la sua esperienza di viaggio in un paese estremo . Moderato dal giornalista Giorgio Renzetti il prof. Margottini ha raccontato come un conoscitore dei luoghi  il suo viaggio in Afghanistan con una narrazione arricchita da immagini. Un arco temporale  dal 2002 al 2020 in cui ha lavorato in prima persona nel paese dei Taliban, occupandosi del restauro di importanti opere culturali. Il suo occhio vigile, attento e competente ha consegnato ai presenti un racconto dell’ Afghanistan visto da una prospettiva diversa e intrigante: quella di un addetto scientifico che ha potuto contribuire alla conservazione dei beni di pregio culturale e ha potuto lavorare attraverso progetti sullo sviluppo industriale di una regione martoriata da conflitti. Un dietro le quinte che ha messo in luce  il rapporto con le popolazioni, fissandone i panorami ,un deserto di montagna pieno di colori con delle pianure dove si riusciva  a coltivare tutto, un paese composto da tante etnie dove trovano pure collocazione i talebani. Un paese che si solidarizza quando non ha più un nemico da combattere nell’esterno.

Lo scandire delle immagini riporta alla valle di Bamiyan che in Afghanistan ospitava le statue di Buddha più alte del mondo. Poi, esattamente 20 anni fa, i talebani decisero di abbatterle e andarono perdute per sempre. Fu uno dei gesti più eclatanti di disprezzo nei confronti di altre religioni e culture da parte dei fondamentalisti islamici che indignarono la comunità internazionale. Era l’anno 2001 quando  il geologo Margottini rappresentante delle Nazioni Unite arriva nel paese e gli viene assegnato il codice  Whisky 105, si occuperà del recupero di quella imponente e secolare memoria storica Le statue erano state scolpite sulla parete rocciosa tra il VI e il VII secolo d.C., quando il buddismo era la religione dominante della regione. Da  addetto scientifico ha potuto contribuire alla conservazione dei beni di pregio culturale e ha potuto lavorare sullo sviluppo industriale di una regione martoriata da conflitti. i l nuovo corso talebano in Afghanistan è storia di oggi  nonostante le rassicurazioni di una transizione pacifica e senza vendette.

“Eppure – ha spiegato l’ospite di Caffeina – è attraverso la cultura che un popolo può emanciparsi, e ce lo dimostrano rare occasioni. Come la presenza della governatrice Salima Mazari, una donna laureata e un bastione contro i talebani”.

Margottini ha voluto concludere l’intervento con una commovente foto, un collage di alcuni dei tanti bambini afghani incontrati durante il suo lungo viaggio. Un grido di speranza, per mostrare su chi ricadrà il futuro di questo lontano paese.

Per Caffeina l’dea di far rivivere il teatro ha avuto in questo appuntamento una buona ripartenza.

 

 

 

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