Cibo che vale: politiche nazionali antispreco sfide regionali e l’importanza di fare rete

Cibo che vale
Cibo che vale: politiche nazionali antispreco e sfide regionali”, il 4 maggio pomeriggio  si è svolto il primo appuntamento organizzato dall’associazione Viterbo con Amore nel programma del XIX Festival del Volontariato, in una Sala Regia del  Comune di Viterbo affollata , si è tenuto un confronto concreto su come ridurre lo spreco alimentare e costruire politiche più efficaci, dal livello nazionale a quello regionale.

Dalla presentazione della Legge Gadda alle esperienze sul territorio con Banco Alimentare, Caritas, le tante associazioni di volontariato e il grande anniversario di Viterbo con Amore con i suoi 25 anni al servizio della solidarietà! Tante buone pratiche che dimostrano quanto sia importante fare rete.

La lotta allo spreco alimentare ha meritato  la dovuta attenzione dalla comunità viterbese. Eponenti politici, associazioni di volontariato, realtà di settore e ricercatori universitari hanno ribadito l’urgenza di un progetto organico e strutturato per un duplice obiettivo: ridurre gli sprechi e consolidare una rete di solidarietà permanente sul territorio.

Il pensiero del Professor Silvio Franco ha  sintetizzato perfettamente lo spirito dell’incontro:
​”I prodotti non più commercializzabili vengono solitamente smaltiti dopo un processo fiscale di ‘svalorizzazione’, il bene invenduto perde il suo valore economico. Tuttavia, se recuperato da un’associazione per sostenere chi è in difficoltà, quel prodotto riduce i costi della spesa alimentare, acquisendo un nuovo valore economico.
​Questo ‘miracolo’ è frutto del valore sociale generato dall’impegno di chi dona, raccoglie e redistribuisce. La solidarietà e i beni relazionali sono capaci di resuscitare un valore che, per l’economia tradizionale, era considerato morto.”
L’Europa sta agendo con decisione ha affermato la vice preseidente del Parlamento Europeo Antonella Sberna intervenuta al convegno. “Il Parlamento europeo e la Commissione hanno promosso strategie concrete come la Farm to Fork Strategy, che punta a rendere i sistemi alimentari più sostenibili, equi e resilienti. Allo stesso tempo, la revisione della Direttiva Quadro sullo Spreco introduce obiettivi chiari per ridurre lo spreco alimentare lungo tutta la filiera, dalla produzione al consumo. E investiamo nelle nuove generazioni e sui programmi di ricerca oltre ai progetti locali che, come questo, dimostrano che il cambiamento inizia dai territori”.
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Domenico Aruzzolo e Luca Zancheddu
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la sala di Palazzo dei Priori sold out
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