Cecilia Troncarelli: il presepe vivente, passione che si tramanda

presepe vivente corchiano

Nel cuore della Tuscia, arroccato su pareti tufacee, sorge un paesino che durante il Natale si trasforma in una piccola Betlemme. Stiamo parlando di Corchiano, la cui storia è tra le più remote della provincia di Viterbo. In un insieme suggestivo, ai suoi lati convivono ambienti scavati nel tufo con cunicoli e ipogei antichi variamente utilizzati. Inoltre la piazze, le fontane caratterizzano l’impianto a cascata del borgo, al punto di farlo diventare un paese da riprodurre per la realizzazione di un presepe. 

Nel paesino della Tuscia, la lunga storia della rievocazione della natività di Gesù inizia negli anni ’70 quando un gruppo di giovani corchianesi, coinvolgendo gli abitanti del paese, diedero vita alla prima rappresentazione vivente nella caratteristica piazza Padella. Uno di loro era il papà di Cecilia Troncarelli, la Vergine Maria. Per Cecilia quella del Presepe Vivente è una tradizione tramandata di generazione in generazione. “Sono cresciuta con il Presepe Vivente, per me è una tradizione che si rinnova. Fin da piccola ho partecipato in diverse occasioni alla rappresentazione interpretando il Bambinello. Da grande sono anni che interpreto la Vergine Maria, un ruolo importante come messaggio da trasmettere ai giovani della mia generazione e per mantenere viva una tradizione che è il simbolo del nostro territorio”.

La tradizione del Presepe Vivente è una passione che si tramanda da generazioni anche per la famiglia del piccolo Osvaldo che vestirà i panni del Bambinello. Per Francesca Piergentili, mamma di Osvaldo, l’amore per il Presepe Vivente è una passione ereditata in famiglia, passione che Francesca spera di trasmettere a suo figlio.“Spero di trasmettere ad Osvaldo l’amore e l’orgoglio sia della mia famiglia che di tutta la comunità. Una passione che viene ripagata dalla grande affluenza di visitatori e dalla magia che solo la rappresentazione della Natività può regalare”.

La tradizione del Presepe Vivente di Corchiano viene portata avanti con amore e dedizione da ben 40 anni ed ha avuto e ha tuttora il pregio di riunire e coinvolgere tutte le generazioni, anziani, giovani e bambini che lavorano insieme con impegno e passione. Si svolge in una location davvero unica: il Monumento Naturale delle Forre, luogo di memoria storica intriso di saperi locali e di antichi racconti, un tempo centro nevralgico della vita contadina. Tutta la comunità partecipa per far rivivere all’interno di quest’area naturale protetta una piccola Betlemme: scorci di vita quotidiana, antichi mestieri quasi dimenticati come lo scalpellino, il fabbro, il ciabattino, il canestraio, donne che preparano pasta, pane e cibi vari.

 

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