“Casa del Balilla” sulla facciata del Liceo Buratti, Istoreco Viterbo chiede chiarezza e annuncia una mobilitazione per la memoria

3. Mariano Buratti

Sin dalla sua fondazione, a ridosso del 25 aprile 2023, Istoreco – Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Viterbo e della Tuscia ha dedicato le proprie energie a ristabilire la storia del fascismo e la memoria dell’antifascismo nella città di Viterbo e a collocare figure esemplari come Mariano Buratti, Enrico Minio, Paolo e Fabio Braccini in un orizzonte storiografico nazionale e transnazionale. Anche in occasione delle iniziative promosse in occasione dell’ottantesimo anniversario del referendum istituzionale del 2 giugno 1946 e della nascita della Repubblica, Mariano Buratti è stato ricordato attraverso il cinema, con il film di Paolo Bianchini “La grande quercia”.

Il programma di Istoreco si è concluso con la restituzione, nella sede dell’Università della Tuscia, della lapide che ricorda i detenuti antifascisti nel carcere di Santa Maria in Gradi, tra i quali autorevoli esponenti della futura Assemblea Costituente e un padre dell’Europa come Altiero Spinelli: un percorso che ha dato avvio a una politica della memoria attenta alla toponomastica e ai luoghi simbolo dell’antifascismo, della Resistenza e delle radici della Repubblica nella nostra città.

L’edificio di via Tommaso Carletti che oggi ospita il Liceo Classico e Linguistico «Mariano Buratti» costruito durante il ventennio fascista, tra 1930 e 1931, su iniziativa dell’Opera Balilla e quindi, dal 1937, come sede della Gioventù Italiana del Littorio (GIL), l’organizzazione incaricata dell’inquadramento e dell’indottrinamento ideologico dei giovani italiani nel culto del fascismo. Istoreco esprime una forte preoccupazione per quanto sta emergendo a proposito dei lavori di restauro della facciata del Liceo Mariano Buratti, che silenziosamente hanno rivelato l’apposizione sulla facciata dell’iscrizione “Casa del Balilla”. Una dicitura che le fonti fotografiche rivelano non essere mai esistita – “Opera Balilla” era l’intestazione pubblicamente visibile -. Si palesa dunque un uso disinvolto e forse strumentale della documentazione storica, nel perseguimento di una politica della memoria antitetica alla necessità della conoscenza e della stessa tutela dei beni patrimoniali e artistici, ancor prima che ai principi della Costituzione repubblicana e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

Oltre a chiedere doverose informazioni sull’iter amministrativo che ha condotto a tale scelta, Istoreco ribadisce il proposito di voler contribuire a una rinnovata mobilitazione culturale e civile, in raccordo con le associazioni e gli attori più sensibili del territorio, per ribadire la centralità della figura di Mariano Buratti nella storia e nell’identità antifascista e repubblicana della città, contro ogni tentativo di riportare agli anni del ventennio uno dei luoghi simbolo della formazione culturale delle nuove generazioni.

Tutto ciò accade mentre la dirigente del Liceo Buratti, dott.ssa Clara Vittori, è stata sollevata dalla dirigenza dell’Istituto scolastico, prima della conclusione del mandato e senza motivazioni plausibili, con grave nocumento nella stessa gestione e indirizzo dei lavori di ristrutturazione dell’immobile. Al Consiglio di Istituto ea Clara Vittori, da anni interlocutori preziosi e propositivi di Unituscia nella organizzazione di innumerevoli attività educative e laboratori di storia, Istoreco esprime infine la piena solidarietà e la comunanza di un impegno educativo, culturale e civile.

Maurizio Ridolfi
Professore Ordinario di Storia Contemporanea, Presidente Istoreco
Sante Cruciani
Professore associato di Storia delle relazioni internazionali, Direttore Istoreco
Agnese Bertolotti
Ricercatrice di Storia Contemporanea, Responsabile comunicazione Istoreco

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