Caprarola: puntare sui giovani in una realtà che vuole crescere

Cristiano Politini

Il Comune di Caprarola è un luogo dove le tradizioni non scompaiono ma vanno di pari passo con l’innovazione e soprattutto è il luogo dove i giovani possono esprimere i loro talenti mantenendo intatti gli antichi saperi di un tempo. L’amministrazione sta lavorando su una serie di iniziative culturali e uno dei suoi tasselli di punta è rappresentato dal Palazzo della Cultura, grazie al quale il borgo della Tuscia sta vivendo un nuovo rinascimento, espressione di cultura, arti e antichi mestieri in uno spazio che ha ricreato alla perfezione la vecchia piazza, luogo di condivisione e incontro per antonomasia dei piccoli paesi che vivono all’ombra delle metropoli.

Il sindaco Eugenio Stelliferi con passione e dedizione, sta facendo di Caprarola un centro sempre più all’avanguardia, proviamo a farcelo raccontare.

 

Da dove nasce l’esigenza di dare ai giovani un luogo di ritrovo, un luogo di cultura?

L’esigenza nasce perché laddove c’è un problema potrebbe nascere un’opportunità. Con la riduzione delle nascite e con la conseguente riduzione degli alunni a Caprarola, abbiamo concentrato la scuola non più in due edifici, ma in un unico stabile. Unendo le due strutture, l’edificio delle ex-scuole medie era rimasto in disuso. Da qui è sorta l’idea di mettere in piedi il Palazzo della Cultura, un’opera in continuo divenire che stiamo completando come un puzzle attraverso più interventi con i fondi strutturali europei.

 

Il Palazzo della Cultura come è organizzato?

Il Palazzo della Cultura è una struttura all’avanguardia in ogni sua componente ed è divenuto un polo aggregativo per tutta la cittadinanza. Nel Palazzo della Cultura c’è spazio per ogni forma d’arte: musica, tecnologia, natura, cinema, libri e lettura. Infatti, al suo interno i gruppi musicali del paese hanno una sala prove insonorizzata e attrezzata per registrare canzoni; successivamente è nata una scuola musicale che accoglie corsi per oltre novanta ragazzi e che, finalmente, ha dato uno spazio all’avanguardia alla banda e alla corale del paese. Inoltre, c’è un centro ricreativo socio-culturale per tutte le età che organizza anche laboratori per ragazzi diversamente abili, nel pieno spirito di inclusione che contraddistingue la nostra cultura cittadina. Stiamo ampliando la nostra biblioteca per ospitare sempre più volumi e al tempo stesso abbiamo dato vita all’archivio storico del paese, che preserva la memoria storica di Caprarola in un ambiente sicuro e protetto.

 

Un’idea nuova, capace di suggerire nuovi modelli di sviluppo…

C’è spazio per tutti, per ogni passione e per ogni esigenza formativa. Nella restaurazione dell’edificio abbiamo recuperato anche la vecchia palestra, oggi sede di corsi e di attività sportive che non sono in conflitto con le palestre private della città. Infatti, si organizzano corsi sia per i bambini sotto i 6 anni sia per gli anziani, quindi per quelle fasce d’età che non avevano spazi per apprendere nuove discipline o per fare sport in paese. Inoltre, al suo interno è stato creato un centro turistico al servizio dei visitatori di Caprarola che, al tempo stesso, possono visitare e fruire dei molti servizi del Palazzo della Cultura, in primis dell’ecomuseo.

 

I Laboratori la vostra sfida, con innovazione e tradizione, si va verso il futuro?

Abbiamo laboratori che riguardano gli antichi mestieri, come il taglio e il cucito, ma anche quelli per la formazione nel campo delle tecnologie. In questo modo preserviamo le antiche tradizioni e i saperi di un tempo, ma diamo modo a chi vuole di fruire di una formazione a 360° sul mondo legato alla cultura digitale. Essere al passo con i tempi è uno dei nostri obiettivi, ecco perché abbiamo creato la sala cinematografica e il laboratorio multimediale, attrezzato con una lavagna LIM e con computer di ultima generazione.

 

Come primo cittadino crede ed avalla le idee dei suoi giovani?

Non potrebbe essere altrimenti perché i giovani sono capaci di straordinari risultati. In questo momento storico vanno motivati, ma poi lasciati liberi di potersi esprimere. Il giovane sa perfettamente quello che vuole e dove vuole arrivare. Sono veramente soddisfatto dei ragazzi di Caprarola che, tramite la ProLoco Giovani, stanno facendo cose sempre più incredibili e di enorme spessore per il paese, primo su tutti l’Eco Sound Fest. La combinazione tra il giovane e il meno giovane è sintomo di uno straordinario risultato: il giovane ha forza ed entusiasmo, ma il più grande ha la sapienza e l’esperienza per tracciare la rotta.

 

 La sagra della nocciola rimane il fulcro dell’estate caprolatta?

Assolutamente sì e credo che sia anche una delle feste più longeve della Tuscia. Siamo giunti alla sessantunesima edizione, mantenendo così viva la tradizione di una festa popolare che va a chiudere l’estate di Caprarola. Inoltre, quest’anno abbiamo portato un’ulteriore innovazione, istituendo un modello di organizzazione della sagra: tutti i ragazzi che ogni anno compiono quarant’anni sono incaricati di organizzare la festa. Tutto ciò è stato pensato per continuare a mantenere viva la tradizione e per incentivare ancor più l’aggregazione nel nostro paese, stimolando così la continua crescita della cultura e della consapevolezza del “darsi” e del “donarsi”, del mettersi a disposizione e a sostegno al prossimo.

 

Un altro pezzo importante è rappresentato dalla Scuola alberghiera…

Certamente. Possiamo vantare l’unica scuola statale alberghiera della provincia che forma, prepara e lancia i giovani nel mondo del lavoro. Questo ha fatto sì che nascesse una cultura nel comparto enogastronomico, non solo legato al mondo della nocciola e dalla castagna, ma a tutti i prodotti locali.

 

 

Vi ritenete soddisfatti dei risultati raggiunti?

Risultati straordinari, ma guardiamo subito al futuro. Infatti, abbiamo preso parte a un nuovo bando che va a mettere un altro tassello al puzzle. Con questo nuovo bando affideremo a un gruppo di giovani gli spazi del Palazzo della Cultura. I ragazzi coinvolti cercheranno di mettere in piedi altre iniziative e di far crescere ancora di più tutte le attività al suo interno. Quello che abbiamo costruito ci dà la forza per continuare a lavorare, per diventare sempre più un esempio e un modello per la Tuscia. Ci sono moltissimi progetti su cui stiamo lavorando e che sono sicuro daranno ancora più lustro e competitività al nostro paese.

 

Gli importanti risultati sono il frutto reso dall’unione di più punti…

È sicuramente una chiusura del cerchio dove il nostro ambiente votato alla nocciola e al mangiare locale si è sposato alla perfezione con Palazzo Farnese e con il Palazzo della Cultura. Tutti questi fattori hanno dato vita a iniziative create e animate dai giovani per i giovani e dove anche i più grandi possono ritrovarsi.

 

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