Benedetta Bruzziches: il suo talento tra artigianato e territorio

Benedetta Bruzziches

Su di lei esiste una attenzione mediatica fortissima, scelta come esempio per i giovani dal presidente Napolitano, a lei Corrado Formigli dedica un capitolo nel suo libro Impresa Impossibile e recentemente lo ha fatto anche Marco Magalini nel suo: Moda. Il nuovo Made in Italy. Un palmares competente che è inutile riportare tanto è stato citato. Tentata dal richiamo della Tuscia in cui è nata e cresciuta con intervalli in giro per il mondo, vi è sempre tornata erigendone la sua fissa dimora, forgiando qui la sua  nuova creatura, il cavallo di punta: un progetto per il territorio che si sintetizza in una frase: “La nostra missione è realizzare una piccola rivoluzione culturale che contribuisca a cambiare la sensibilità e a ricostruire, attraverso la moda, la nostra identità di artigiani. Il nostro obiettivo è riscoprire questi saperi manuali, partendo dal nostro territorio”.

Non è  facile immaginare questa talentuosa ventinovenne alle prese con la sua rete di contatti commerciali internazionali, dalla sua maison privilegiata, il suo studio a Viterbo in Via dell’Orologio Vecchio, affiancata dal fratello Agostino. Star dietro a tutto è tutt’altro che semplice, il buono è che lei è prima di tutto una gran bella persona. Disinvolta e toccata solo briosamente da quella  notorietà che la caratterizza come icona di uno stile unico, quello delle sue borse che raccontano viaggi, sensazioni e incontri, che sono come lei dice ‘la coniugazione di messaggi universali’.

Benedetta è un esempio di intraprendenza nel fare, impegnata a modificare la cultura di un territorio sopito come quello viterbese, stimolandolo con dei progetti indirizzati a un ‘laboratorio diffuso’,  che metta insieme competenze e arti diverse che sanciscano il legame forte con il territorio. Sul suo territorio lei ha investito molto, partendo dalla comunicazione, con degli stage presso l’Università degli Studi della Tuscia. La sua azienda è composta da ragazzi che, come lei e suo fratello Agostino, hanno riscoperto le artigianalità e il valore delle cose fatte a mano, nelle loro produzioni raccontano questo valore, ricreando energie. Il mondo dell’artigianato è uno dei punti saldi del marchio Benedetta Bruzziches, lei e il suo gruppo amano definirsi gli “Artigianauti” per sottolineare l’ambivalente presenza di artigiani e argonauti, naviganti di sogni. “riscoprendo il mio territorio dal punto di vista artigianale cerco di riportare alla luce le artigianalità perdute italiane”. 

Benedetta cerca di portare il  suo messaggio ovunque la chiamino per accorciare le distanze con i singoli comparti economici  istituzionali e con i cittadini:

Relatrice del workshop Artisan’s Craftsman organizzato dall’Università degli Studi della Tuscia, Viterbo Dicembre 2013: relatrice Istituto Professionale F. Orioli. Maggio 2014: Relatrice alla Conferenza dei Giovani Imprenditori CeFas Viterbo Luglio 2014: ospite al Tuscia Opera Festival per “Donne in Opera” Ha chiuso in bellezza e riempito di  energia nel maggio scorso  l’Aula Magna dell’Università della Tuscia intervenendo alla sesta del ciclo di conferenze  sul tema  Nell’Officina di La Comunicazione, dirette dal professor Fiorentino, il titolo di questo incontro di chiusura ciclo era  è “Cose di moda: dalla Tuscia a Corso Como 10”. 

“Artigianalità Perdute “ un sogno di Benedetta? No, una grande opportunità per la Tuscia e per l’Italia di risollevarsi. “Nelle nostre mani c’è una storia da raccontare. E’ dalle nostre mani che dobbiamo ripartire”.

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